(foto gonews.it) Un mosaico romano scoperto in via Palandri. Non ci sono soldi per il restauro: costretti a interrarlo - Video La campagna di scavo alla villa del quarto secolo dopo Cristo fa emergere un'opera di grandi dimensione e valore archeologico. Solo due ore per poterla vedere, poi sarà coperta Far venire alla luce un prezioso mosaico romano di 5 metri per 4 e mezzo, in condizioni molto buone, e doverlo interrare di nuovo perché non ci sono soldi per restaurarlo. Succede a Limite sull'Arno, al sito archeologico 'Oratorio' di via Palandri, la strada che dal paese porta verso Castra e il Montalbano, dove dal 2010 sono ripresi gli scavi da parte della Soprintendenza e dell'Università di Pisa. Servirebbero 30mila euro per fare un lavoro di recupero sul posto e almeno 150mila se la preziosa opera venisse tolta dalla sua collocazione originaria per essere portata in un museo o centro specializzato. Quei soldi oggi non ci sono e così, miglior modo per tutelare il mosaico, è quello di riporlo dove ha riposato per almeno 1600 anni. L'opera infatti è riconducibile al quarto secolo dopo Cristo: ne sono prova una serie di fattori e altri reperti scoperti in loco, sui resti di un'antica villa romana, come hanno spiegato la direttrice della Soprintendenza Lorella Alderighi e il professore di Archeologia Cristiana e Medievale pisano Federico Cantini. A scoprila, assieme a loro, una ventina di studenti che per un mese, fino all'8 giugno proseguiranno la loro campagna di ricerche, ospitati nella ex scuola di Castra dal comitato della frazione. GLI ULTIMI SCAVI Le ricerche effettuate nel 2012 hanno fatto percepire come la villa romana dell'Oratorio fosse ancora più grande rispetto al perimetro di scavo attuale: sicuramente altre parti, al momento inesplorabili, si trovano al di sotto dell'attigua area residenziale. Tra le cose ritrovate anche la porzione di una lastra di marmo con un'iscrizione che rimanderebbe a Vettio Agorio Pretestato, politico romano che visse tra il 320 e il 384 dopo Cristo. Risulterebbe infatti che la sua famiglia avesse molti possedimenti in Toscana e le date della vita di Vettio coinciderebbero con l'età del mosaico ritrovato. Sul posto sono riemerse alcune tracce del cantiere di costruzione del fabbricato e di intonaco. Il mosaico è sicuramente la scoperta più eclatante tra quelle fatte. Pare tra l'altro che una porzione si possa trovare addirittura sotto il cancello di un attiguo fabbricato. Composto da tasselli tra i 7 e i 10 millimetri fatti di calcare, aspro e terracotta su sfondi di marmo bianco, risalta agli occhi la figura di un uomo che trafigge un cinghiale in una battuta di caccia. Molto belle anche le decorazioni geometriche che ravvivano la composizione. LA STORIA DEL SITO ARCHEOLOGICO Il sito dell'Oratorio nel territorio comunale di Capraia e Limite fu scoperto casualmente nel 1983, quando in quel terreno si utilizzarono delle pale meccaniche per costruire un frutteto. Il caso volle che il braccio di una ruspa andasse a impattare con uno dei reperti là sotto, aprendo le porte a una campagna di scavo in cui emersero anfore, monete e suppellettili vari, oggi esposti al Museo Archeologico di Montelupo Fiorentino. Per quasi 25 anni poi tutto restò fermo fino a quando l'Università di Pisa nel 2010 si interessò della cosa e mise a disposizione i propri studenti e docenti per proseguire gli scavi, siglando un accordo triennale con la Soprintendenza. UNA SOLA OCCASIONE PER VEDERE IL MOSAICO Purtroppo al pubblico resterà solo un'occasione per ammirare l'opera: quella di mercoledì 30 maggio dalle 16 alle 18, dove l'équipe che ha ritrovato il mosaico aprirà i cancelli del sito di via Palandri per mostrare il lavoro svolto ai limitesi e a tutti gli interessati. Poi si sarà costretti a ricoprire tutto. In quell'occasione saranno a Limite sull'Arno anche Paola Rossetti, sindaco delegato al Turismo del Circondario Empolese-Valdelsa e l'assessore provinciale Giacomo Billi, i quali poi si incontreranno con i proprietari delle strutture ricettive del territorio comunale di Capraia e Limite. LE PROSPETTIVE Come detto, soldi per restaurare il mosaico non ci sono, né tantomeno per realizzare, al momento, un parco archeologico visitabile al posto dell'area di scavo, con tanto di opere 'in vista'. Il Comune di Capraia e Limite in ogni caso non si perde d'animo anche se, dichiarano sia il sindaco Enrico Sostegni che Lorella Alderighi, "se non ci sono prospettive rischiamo di dover reinterrare tutto". Il Comune, comunque, sta lavorando per acquisire anche quella porzione di area archeologica lottizzata, in modo da avere nel suo patrimonio tutto il parco archeologico: l'idea sarebbe un giorno quella di renderla completamente fruibile soprattutto in chiave turistica. Questo perché nel raggio di tre chilometri ci sono anche i resti etruschi di Montereggi e quelli preistorici dell'Esagono: insieme potrebbero formare un pacchetto d'interesse sicuramente notevole. Ma se non ci sono soldi, tutto questo resterà solo una buona intenzione.
TOSCANA - Capraia e Limite. Il mosaico ritrovato nel sito archeologico di via Palandri a Limite sull'Arno
Un mosaico romano di 5 metri per 4,5 metri è stato scoperto in via Palandri a Limite sull'Arno, in Toscana. L'opera, datata al quarto secolo dopo Cristo, è composta da tasselli di calcare e terracotta su sfondi di marmo bianco e rappresenta una figura di un uomo che trafigge un cinghiale. Il mosaico è stato scoperto durante una campagna di scavo condotta dalla Soprintendenza e dall'Università di Pisa. Tuttavia, a causa di mancanza di fondi, il mosaico sarà costretto a essere interrato di nuovo.
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