Difficile dire quanto sia fondato. Per ora non ci sono stati sopralluoghi nel complesso monumentale benedettino Oggi un premio ai partecipanti al progetto Pedibus BADIA DI CASCINA Squarci e crepe all'interno del complesso benedettino della Badia di San Savino a Cascina hanno messo in allarme il saggista Luca Nannipieri che ha segnalato il rischio di possibili crolli. Rischio che diventerebbe altissimo, ha spiegato Nannipieri, se anche la provincia di Pisa dovesse essere interessata da un terremoto come quello che ha colpito pochi giorni fa l'Emilia. Ieri siamo stati nella chiesa a Badia insieme al parroco don Alberto Armellin che da anni chiede interventi per la salvaguardia del complesso monumentale. In passato la Badia è stata al centro di un piano di recupero voluto dal Comune di Cascina e rimasto solo sulla carta anche per la difficoltà di trovare fondi da investire nel complesso che è in gran parte di proprietà privata. La crepe più visibili sono quelle che attraversano una volta sulla scalinata di accesso alla chiesa. Chiave di volta che, stando al parroco, aveva già avuto cedimenti circa 15 anni fa era stata messa in sicurezza. «La chiesa è stata consolidata nel 1993 spiega il parroco Intervento seguito anche anche l'inaugurazione del campanile. Ci sono alcune crepe nelle pareti laterali ci fa vedere il sacerdote mi sembrano sotto controllo. Potrà dirlo meglio di me un tecnico. Non credo ci siano rischi per i cittadini che abitano nella Badia o per chi viene in chiesa. Ma devo anche dire che i segnali di cedimento ci sono e andrebbero verificati». Al tempo stesso però il sacerdote non nasconde il timore che la chiesa possa essere chiusa. «Non credo che sia inagibile...» aggiunge. Infine il sacerdote non può fare a meno di concordare sul fatto che in caso di un terremoto di forte intensità diventa difficile fare previsioni rispetto alla tenuta dei vari edifici storici. Nel frattempo Nannipieri chiama in causa la Soprintendenza e parla di responsabilità e di un dossier. «Le fotografie evidenziano gli squarci e le crepe al monastero benedettino di San Savino: le ferite sono proprio in punti nevralgici. Dopo la mia denuncia pubblica mi sarei aspettato telefonate urgenti dalla Soprintendenza e dalla Protezione Civile per un sopralluogo immediato. Non è accaduto nulla di tutto questo. Silenzio più totale». E ancora: «Il Soprintendente darà segni di vita a breve? Se accadesse una tragedia, in caso di ulteriori scosse, saprei bene verso chi puntare il dito. Ho dossier sulla mia scrivania che mostra responsabilità inequivocabili, che, in caso di vittime, saranno fatte pesare in sede giudiziaria». Nel complesso della Badia vivono numerose famiglie che ora si interrogano sulle reali condizioni di salute del monumento e sugli eventuali interventi da mettere in campo per evitare rischi concreti a chi vi abita.(s.c.)