Nuovo ritrovamento nel cantiere del metrò: scheletro medioevale Uomo, giovane e in buona salute, con ossa ben conservate. Disteso su un lato, gambe leggermente flesse, e braccia lungo i fianchi, sembra dormire. Se sia morto di morte naturale o di ingiurie belliche lo dirà lesame autoptico, ma il primo cittadino napoletano dellarea cantieri metrò via Medina risalente a VII o VIII secolo è apparso ieri nel fango dove le trivelle stanno scavando per realizzare la seconda parte della stazione della metropolitana collinare: la scala di accesso alla stazione Municipio. Con dispiacere spariscono sotto colate di cemento le dimore dei principi angioini antistanti via Medina, la bella città del castello come appariva nella Tavola Strozzi se ne riscivola lentamente sottoterra per lasciare in superficie lingresso stazioni. Ma ieri il passato è ritornato prepotente nellimmaginario dei napoletani, anche se per gli archeologhi questi ritrovamenti e reperti sono ordinaria amministrazione. Quello che era il viso, rivolto verso la piazza del Maschio Angioino, i piedi in direzione di via Medina dove da poco si scava nei pressi della fontana del Nettuno. Il ritrovamento è stato degli operai, che hanno avvertito tempestivamente forze dellordine e soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei. Dopo le imbarcazioni di età imperiale romana, una delle quali di nove metri, finite dallanno del ritrovamento, il 2004, in deposito a Secondigliano e ancora in attesa di essere esposte, dopo le mura della città angioina e una serie di edifici che mettevano in luce parzialmente limago urbis, la forma della città, di una delle epoche meno conosciute e frequentate nella città del Barocco, è emerso ora un altro scheletro umano come quello che nel 2009 è apparso negli scavi per laltra stazione in Villa comunale, vicino alla Cassa armonica, e in anni ancora precedenti in via Diaz, dove apparve il corpo di un cavaliere con anello e sperone. Nella zona del porto di Neapolis, affiorarono 200 reperti tra anfore, monete, ancore, bottiglie di vetro e portaunguenti. Secondo la prima valutazione dei funzionari della soprintendenza coordinati dal direttore degli scavi per i cantieri della metropolitana, Daniela Giampaola, lo scheletro risalirebbe allepoca medievale. «Ma non si tratta di un ritrovamento eccezionale: la presenza di sepolture non deve sorprendere in unarea come quella di piazza Municipio, non è una novità», ha sottolineato larcheologa. Una presenza che viene dallepoca dei Duchi di Napoli, periodo di violente uccisioni e di lotte con popoli come i Longobardi, i Franchi e Saraceni musulmani. «Lo scheletro - racconta Giampaola - si trovava ad una profondità di circa 8 metri, in una tomba a fossa, scavata nel terreno. Non sono stati trovati altri reperti accanto allo scheletro, e, dunque, non si può ipotizzare al momento che si possa trattare di una necropoli».