Poltrone sfondate, muffa e crepe il palazzo di città nellabbandono Lo stupore del neo-sindaco: "Lo faremo rivivere" Il giorno dellinsediamento i commessi non sapevano cosa fare: far trovare al nuovo sindaco un bel secchio al centro dellatrio oppure farlo entrare con lombrello aperto? Dentro al palazzo di città quando cè maltempo piove a catinelle. Leoluca Orlando è rimasto a bocca aperta: «Che abbandono», ha ripetuto per tutto il giorno, dopo aver varcato la soglia di quella che sarà la sua sede istituzionale. «Lo faremo rivivere», ha promesso. Le stanze sono state ripulite, sono arrivate le piante. Ma il degrado cè ed è ancora ben visibile. Crepe e umidità, in ogni stanza del palazzo, stanno divorando i soffitti affrescati e le pareti. Inghiottono i dipinti dellOttocento e del primo Novecento dei pittori siciliani. Inghiottono i tetti affrescati di Sala delle Lapidi, quella che ospita il Consiglio comunale, e della Sala Gialla, che invece ospita le riunioni di giunta. La muffa è sulle pareti: scivola sui muri. Passa attorno alle prese e ai fili scoperti. Ci sono vetri rotti nellanticamera di Sala delle Lapidi, il cui soffitto ligneo è visibilmente danneggiato. Le crepe sfregiano i dipinti della sala che ospita le armi di Garibaldi. Cè un quadro che raffigura un paesaggio ormai quasi irriconoscibile. Al primo piano, quello nobile, il nuovo sindaco ha aperto la cappella senatoria, chiusa da mesi per rischio crollo: le crepe sono evidenti a occhio nudo. Palazzo delle Aquile è lunico palazzo di città ad avere una cappella. Prigioniero dentro al piccolo tesoro cè il dipinto di San Benedetto il Moro, copatrono di Palermo, realizzato dal pittore Beppe Madaudo. «Che dispiacere», ha detto più volte il pittore. Ma il degrado più evidente è quello che divora gli arredi ottocenteschi. Divani, sedie, poltrone. Molte sono sfondate, tutte hanno la tappezzeria a brandelli. Le stoffe damascate sono state inghiottite dal tempo e dalla polvere. Per attrezzare un salottino da sistemare nellanticamera del nuovo sindaco, ci è voluta una giornata intera: le gambe dei tavolini erano rotte, le sedie sfondate. Al palazzo poi non funziona niente: niente amplificazione, niente riscaldamento. «Come faccio a connettermi al wi-fi?» ha chiesto ingenuo il senatore Fabio Giambrone ai commessi che lo hanno guardato come se venisse dalla luna. Al terzo piano, la sala del fu ufficio stampa è sprangata: le forti piogge di due anni fa hanno causato gravi infiltrazioni e nessuno le ha riparate. «Che fine hanno fatto gli undici milioni che erano stati stanziati per il recupero del palazzo?» si chiedono i dipendenti che lavorano da sempre al municipio. Nei bagni del piano nobile, i pavimenti sono scrostati e i rubinetti perdono. Mentre il palazzo cade a pezzi, cè chi pensa con rabbia agli arredi doro di Palazzo Galletti: per arredare gli uffici di piazza Marina, lamministrazione Cammarata ha scelto alcuni tra i migliori arredi offerti dallolimpo del design per una spesa di 110 mila euro, dal divano Lc3 progettato nientemeno che da Le Corbusier (prezzo di listino 5.500 euro) ai tavoli e le sedie della Alias, la ditta che di sedie ha fornito anche La Scala di Milano. sa. s.
PALERMO - Il degrado della sede comunale di piazza Pretoria: arredi in pezzi e quadri distrutti
Il palazzo di città, sede del municipio, è stato descritto come in stato di abbandono. Il neo-sindaco ha promesso di "lo fare rivivere". Le stanze sono state ripulite e sono arrivate le piante, ma il degrado è ancora visibile. Crepe e umidità stanno divorando i soffitti e le pareti, inghiottono i dipinti e i tetti affrescati. La muffa è sulle pareti e ci sono vetri rotti. Il nuovo sindaco ha aperto la cappella senatoria, chiusa da mesi per rischio crollo. Gli arredi ottocenteschi sono stati danneggiati e molti sono sfondate. Al palazzo non funziona niente, compresa l'amplificazione e il riscaldamento.
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