Scoperta la cricca dei furti, in carcere l'ex direttore. Indagata la collaboratrice di Dell'Utri Se le vie del Signore sono infinite, quelle che invece prendevano pergamene e manoscritti antichi di valore inestimabile erano strade che partivano da Napoli per dipanarsi poi verso destinazioni e latitudini spesso molto lontane. Di notte, i testi antichi venivano imballati in anonime scatole di cartone e caricati a bordo di auto o furgoni. Così lasciavano, per sempre, quella che per secoli era stata la loro casa: la biblioteca dei Gerolamini. Il colpo di scena nell'inchiesta sulla sparizione di centinaia di libri antichi che facevano parte della preziosa collezione coincide con una raffica di arresti disposti dalla magistratura. Un'indagine chiusa a tempo di record, quella coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo, ai sostituti Luca Turco e Giuseppina Mione, condotta dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico. In questo assurdo saccheggio risulta coinvolto pure Marino Massimo De Caro, fino a un mese fa direttore della storica biblioteca che si trova nel cuore del centro storico e che è finita nell'occhio del ciclone per le modalità con cui sarebbe stata gestita. Uno scempio orchestrato con scientifico cinismo, come sostiene il gip Francesca Ferri, che non esita a esprimere giudizi molto severi, proprio a partire dal ruolo di De Caro. Il direttore. Proprio durante una perquisizione nella sua abitazione veronese i carabinieri avevano scoperto qualche settimana fa 238 volumi che avrebbero dovuto trovarsi nella biblioteca dei Gerolamini. Interrogato, De Caro non fornì spiegazioni convincenti sul come e sul perché i testi antichi non fossero dove invece dovevano essere. Negli ultimi giorni la sua posizione si è ulteriormente aggravata. Grazie ad alcuni documenti sequestrati, i carabinieri hanno infatti accertato che molti testi trafugati dalla biblioteca sono già andati perduti: venduti anche all'estero, in particolare negli Stati Uniti, in Inghilterra e Giappone. Ieri è stata bloccata un'asta clandestina a Monaco di Baviera con alcuni volumi che provengono forse da Napoli. Secondo l'accusa, il mandante italiano alla vendita dei volumi preziosi era Mirko Camuri - anch'egli arrestato - «soggetto che - scrive il gip - evidentemente beneficia di un indiscutibile rapporto fiduciario con gli autori delle sottrazioni». Cricca sudamericana. Ma De Caro avrebbe tessuto rapporti con gli appassionati di libri antichi in mezzo mondo. In questa «cricca» c'era spazio anche per un nutrito gruppo di cittadini extracomunitari. Sudamericani, ma anche dell'Est Europa. Tra i destinatari delle ordinanze figurano infatti anche l'argentino Eloy Alejandro Cabello, l'ucraina Viktoriya Pavlovsk y, l'argentina Paola Lorena Weigandt. C'è poi anche un altro indagato eccellente (non destinatario, però, di alcun provvedimento cautelare): è don Sandro Marsano, il conservatore della biblioteca dei Girolamini. La Procura di Napoli ha disposto anche diverse perquisizioni: tra queste c'è quella notificata a Maria Grazia Cerone, di 31 anni, collaboratrice del senatore del Pdl Marcello Dell'Utri. Dalla Procura di Firenze - che su altre vicende indaga per corruzione su De Caro e sul senatore del Pdl Marcello dell'Utri - a Napoli sono infatti giunte alcune carte: tra queste alcune matrici di assegni bancari con l'intestazione Senato della Repubblica. Le accuse. Secondo la Procura gli arrestati «si appropriavano di manoscritti, volumi e beni costituenti il patrimonio librario della biblioteca Girolamini: ben 257 volumi». Una biblioteca, ha sottolineato ieri il procuratore aggiunto, Giovanni Melillo, durante la conferenza stampa «gravemente e forse irrimediabilmente smembrata e mutilata». Per la Procura Massimo Marino De Caro, Sandro Marsano, Eloy Alejandro Cabello, Viktoriya Pavlovsk y, Abel Cesar Cabello e Paola Lorena Weigandt, collaboratori personali di De Caro, si appropriavano di manoscritti e di altri beni. Il tutto, sottolinea Melillo, determinando un «danno patrimoniale allo stato non ancora determinabile, ma di ingente quantità». Fondamentali perle indagini sono state alcune video che riprendono alcuni indagati trafugare i libri; ma anche la collaborazione di due impiegati, i quali hanno coraggiosamente denunciato ciò che avevano visto nei giorni dei trafugamenti.