La discarica a Roma. Oggi il confronto al Consiglio dei ministri - Il prefetto Pecoraro: corriamo il rischio di una nuova infrazione Ue Laura Di Pillo Lo scontro sulla discarica di Corcolle a Roma approda questa mattina in consiglio dei ministri. La bufera sul Governo suscitata dalla lettera con cui Mario Monti ha ribadito la fiducia nell'operato del commissario per l'emergenza rifiuti a Roma, il prefetto Giuseppe Pecoraro, potrebbe mettere a rischio la tenuta dell'esecutivo. A pesare la minaccia di dimissioni annunciata dal ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi «contrarissimo» alla scelta di Corcolle, e che potrebbe concretizzarsi oggi. Ieri Ornaghi ha fatto un sopralluogo per visitare il sito prossimo a Villa Adriana (patrimonio universale dell'Unesco), scelto da Pecoraro come area alternativa alla grande discarica romana di Malagrotta, la cui chiusura prevista per i130 giugno sarà probabilmente prorogata a fine anno. Una decisione che spetta al commissario e che arriverà solo se «c'è un progetto di sito alternativo» ha spiegato ieri Pecoraro, ma «se non c'è un progetto non firmo nulla - ha ribadito - perché altrimenti corriamo il rischio di una nuova infrazione». Ma questo potrebbe voler dire emergenza rifiuti a Roma. Al niet di Ornaghi si aggiunge la contrarietà annunciata da tempo del ministro dell'Ambiente Corrado Clini. Oggi Clini ribadirà le ragioni tecniche favorevoli e quelle contrarie a Corcolle, una scelta che rischia il possibile stop in conferenza dei servizi che sarà chiamata a pronunciarsi sul progetto di discarica alternativa. Insomma una vicenda delicata su cui lavora il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Antonio Catricalà eche Monti dovrà affrontare per tentare di ricomporre la spaccatura nella compagine di Governo. Un invito ad approfondire la questione era arrivato anche dal ministro degli Interni Annamaria Cancellieri e dalla titolare del dicastero della Giustizia Paola Severino. Intanto, incassata la fiducia del Governo il prefetto Pecoraro va avanti. «Io il mio l'ho fatto - ha ribadito ieri - mi sono assunto le mie responsabilità e ho fatto delle scelte come commissario. Ora tocca agli altri: o rispettarle o assumersi la responsabilità di fare andare Roma in emergenza». Il commissario ha ribadito l'urgenza: «è una corsa contro il tempo, a Corcolle non ci sono alternative. E non si può tornare indietro dopo l'ok dalla presidenza del Consiglio. Ho mandato i carabinieri del Noe a verificare perché gli impianti di trattamento meccanico biologico non funzionano. Così nella nuova discarica tra 6 mesi finirà solo immondizia trattata e inodore, come prevede la Ue». Ma le polemiche non si placano e si mobilita il fronte del no a Corcolle. Esposti alla procura da parte di Italia Nostra e dei Verdi. In una lettera a Monti i senatori del Pd Roberto Della Seta, Francesco Ferrante, Vincenzo Vita e Roberto Di Giovan Paolo chiedono la revoca della nomina del Commissario Pecoraro. Lo stesso Manlio Cerroni proprietario della Colari, che gestisce Malagrotta, sottolinea in una nota indirizzata al premier che «la soluzione resta il sito di Pian dell'Olmo. Corcolle - aggiunge - non solo non rappresenta la soluzione del problema, perché oggi non adeguatamente capiente e piena di rilievi di ordine tecnico, ma non è affatto l'unica soluzione possibile, scartata la quale Roma sarà travolta dai rifiuti».