Il futuro «Per ora non si parla di ritirare il riconoscimento del bollino di patrimonio dell'Umanità» «Sono preoccupato: le polemiche su Corcolle stanno montando. Questo è un problema politico. Anche se tecnicamente questo sito è idoneo, l'Unesco che preferirebbe un'altra scelta, non può essere tirato per la giacchetta, né usato come alibi. Il governo italiano deve intervenire. E forse Corcolle non è l'unico luogo dove fare questa discarica». Giovanni Puglisi, presidente della Commissione italiana Unesco e rettore dello Iulm di Milano, prende posizione sulla complessa vicenda della futura discarica post Malagrotta. Secondo il prefetto e commissario Pecoraro, la zona di Corcolle è 700 metri fuori dai confini dell'Unesco della «zona di rispetto» (la «buffer zone» che protegge il sito archeologico ndr). Lei condivide questa analisi? «Sì, quindi tecnicamente noi non avremmo nulla da dire». E perché ve ne state interessando? «La questione di Corcolle è finita sul tavolo dell'Unesco perché abbiamo ricevuto una lettera dalle nostra sede di Parigi a cui ne era arrivata una che sollevava la questione, inviata dalla Federazione dei Verdi». Nel governo nazionale non tutti condividono questa scelta, ma il premier Monti martedì ha dato via libera all'operato del commissario Pecoraro. «So che c'è dissonanza di pareri in Consiglio dei ministri e quindi la politica deve affrontare il problema e risolverlo in tempi rapidi. Ci troviamo di fronte a un'emergenza ambientale: la situazione è ai limiti del tracollo. Di certo Corcolle non è la Val di Susa, ma c'è il rischio di un problema di ordine pubblico». Secondo lei Roma rischia di fare la fine di Napoli? «Non vorrei che mentre il medico discute il malato muore: è indispensabile garantire un sito per il dopo Malagrotta. Del resto sappiamo bene che dietro lo smaltimento dei rifiuti a volte si nasconde un grande business che non alimenta certo le dame di carità...». Oggi il direttivo della Commissione nazionale Unesco, nel quale sono rappresentati tutti i ministeri interessati, incontra Pecoraio su richiesta dello stesso prefetto. Che cosa chiederete al commissario? «Ci illustrerà i dettagli del suo progetto e noi avanzeremo i nostri dubbi su Corcolle, ma credo che comunque la partita non sia ancora chiusa. Stimo il premier Monti e il sottosegretario Catricalà: per ora non parliamo di ritirare il riconoscimento del bollino di patrimonio dell'umanità, ma l'Italia non può permettersi un'altra figuraccia».
LAZIO - Giovanni Puglisi, presidente della Commissione nazionale L'Italia rischia una figuraccia. Ma non usate l'Unesco come alibi
Il governo italiano è preoccupato per la situazione di Corcolle, un sito che potrebbe essere utilizzato come discarica per i rifiuti della Malagrotta. L'Unesco ha espresso preoccupazioni tecniche, ma il governo non può permettersi di ritirare il riconoscimento del bollino di patrimonio dell'umanità. Il prefetto e commissario Pecoraro ha proposto di utilizzare la zona di Corcolle come discarica, ma la questione è ancora aperta. La Commissione nazionale Unesco incontra Pecoraro per discutere del progetto, ma i dubbi sulla scelta di Corcolle sono ancora presenti. Il governo italiano deve affrontare il problema e risolverlo in tempi rapidi, prima che la situazione si aggravi.
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