Vigoroso richiamo dell'assessore regionale al Turismo sugli interventi di valorizzazione del patrimonio culturale. «La chiesa, già recuperata, rischia di restare chiusa ancora tre anni per altri restauri» «Non voglio un ritorno al passato. Pretendo chiarezza e coerenza con scelte che hanno portato negli ultimi anni Siracusa alla soglia della World Heritage Lista dell'Unesco». L'assessore regionale al turismo e ai trasporti Fabio Granata non "bacchetta" qualcuno in particolare, ma rimprovera l'intera classe. «Nell'anno del riconoscimento Unesco la nostra città non può permettersi passi indietro nelle politiche di valorizzazione dei beni culturali, che negli ultimi quattro anni, ne hanno caratterizzato l'immagine e la fisionomia attraverso un processo di recupero dei siti e del patrimonio di eccezionale rilevanza. Intravedo invece alcuni preoccupanti ritorni al passato». Il rappresentante di Alleanza nazionale al Governo regionale, che per tanti anni ha tenuto la rubrica dei beni culturali, chiede maggiore attenzione al patrimonio culturale evidenziando la sua preoccupazione per la mancanza di continuità nelle politiche di valorizzazione. Quattro esempi su tutti: il restauro della chiesa del Collegio, il museo Bellomo, il ritorno a Siracusa del Caravaggio, i mosaici del Tellaro. «Sul Collegio si è riaperto un cantiere sproporzionato e irrazionale rispetto all'intervento ancora da completare sui tetti. Un restauro che sembra privilegiare la logica dei progettisti e che terrà nuovamente una chiesa importantissima, pienamente recuperata, chiusa per almeno altri tre anni. Il Bellomo ha chiuso per restauri e ristrutturazione senza avere precedentemente predisposto una sede alternativa, adesso individuata grazie alla disponibilità del Comune e all'iniziativa economica dell'assessorato regionale al turismo. Il Caravaggio è ancora esposto a Napoli e sarebbe gravissimo se si ritenesse, anziché farlo mandare in città, di mandarlo all'Istituto centrale del restauro dove resterebbe almeno per un anno per un intervento non urgente. I mosaici del Tellaro, dopo un'esposizione determinata dalla mia testardaggine, sono nuovamente in attesa dell'apertura della villa del Tellaro. Ho determinato in Soprintendenza un gruppo dirigente giovane, competente e motivato, con l'architetto Mariella Muti in testa. Per questo mi attendo sempre massima attenzione verso le dinamiche di recupero degli spazi e di gestione del patrimonio».