«Vede, ministro, quel casolare rosso laggiù? Alle spalle della collinetta c'è il sito della discarica, da qui si può scorgere la parete della cava». Da Villa Adriana Ornaghi raggiunge con lo sguardo Corcolle e misura quanto la minaccia sia vicina. «Qui si ha la reale percezione del problema», ammette il professore responsabile dei Beni culturali abbandonandosi a quel panorama di verde e storia che lui vuole proteggere, a costo di lasciare l'incarico. Qui, dalla Rocca Bruno, una specie di osservatorio ai confini dell'area della villa imperiale aperta ai turisti. Federica Galloni, direttrice regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Lazio, indica al ministro il punto esatto dove potrebbero finire i rifiuti e lo accompagna nella visita alle rovine patrimonio dell'umanità. «Se tutti venissero a vedere questo spettacolo, sarebbe più facile trovare un buon orientamento». Ornaghi si augura che il riflesso sull'acqua delle colonne del Pecile, che le statue del Canopo e la suggestione di architetture che hanno attraversato quasi duemila anni siano un argomento più che convincente nella disputa sulla discarica. Torna a Villa Adriana «dopo anni, perla prima volta da ministro» e si meraviglia come la prima volta, incantato dalla luce del pomeriggio che scende dolce sulle pietre. Una sosta non programmata di ritorno dal viaggio tra le macerie dell'Emilia. Il capo di gabinetto Salvo Nastasi passeggia al suo fianco insieme alla direttrice Galloni. «Il senso di questa visita nel bel mezzo delle polemiche è quello di conservare il realismo dell'azione». Il ministro rallenta il passo e spiega. «Torno a Villa Adriana, a due passi del sito dove si vorrebbe ospitare la discarica, per cogliere gli aspetti negativi di questa scelta o anche gli aspetti positivi se ci sono. Rimane fortissimo il dissenso mio e quello del ministro dell'Ambiente. C'è la richiesta di un maggiore approfondimento e di una valutazione collegiale». Se non si cambierà idea, lei è deciso a dimettersi? «L'ho detto chiaramente. Ma continuo a confidare che pressocchè tutti si ravvedano. Sono ben consapevole che a Roma potrebbe concretizzarsi l'emergenza rifiuti. Credo tuttavia che vadano esaminate con lucidità, coerenza e coraggio soluzioni alternative». La passeggiata continua sotto la pioggia e una parola ricorre nelle riflessioni del ministro Lorenzo Ornaghi tra i viali della villa dell'imperatore: «ragionevole». Come se la scelta di spedire i rifiuti accanto a un luogo così andasse nella direzione opposta. «Non è ragionevole insistere su Corcolle. Susciteremmo un atteggiamento di incredula sorpresa e ci attireremmo, sono certo, le critiche della totalità del mondo culturale e della comunità internazionale. Mi auguro che prevalgano gli elementi di razionalità che sono tutti contro questa scelta. Così ci facciamo solo del male. Confido nei ripensamento». Anche in quello del professor Andrea Carandini che ha detto di voler abbandonare il Mibac? «Ho la sua lettera sul tavolo, per ora la lascio li». Mescola, il ministro, valutazioni politiche e commenti sulle rovine o sulla mostra di Antinoo, amico ecompagnodell'imperatore Adriano, «davvero bella». Da Rocca Bruna vede il sito della discarica. «Ma quanto dista esattamente da Villa Adriana?», chiede alla direttrice regionale. «Esattamente settecento metri dalla zona di rispetto e duemila e quattrocento dall'area visitabile della villa», spiega Federica Galloni. Perché la residenza imperiale è ben più grande di quello che si vede. «Su un complesso di 120 ettari-aggiunge - sessanta non sono ancora scavati e si trovano in proprietà private e pubbliche. I vincoli non sono di oggi, c'erano già ai tempi di Pirro Ligorio», architetto del 1.500. Quelli di cui si parla oggi, informa la direttrice dei Beni culturali e paesaggisti del Lazio, «sono degli anni Novanta, nessuno ne ha messi di nuovi». Il ministro vuol sapere tutto e chiede degli investimenti, dei servizi, degli orari di apertura e chiusura, msiste perché si faccia ancora di più per valorizzare la residenza dell'imperatore, si preoccupa dei danni che potrebbero fare i gabbiani. Poi decide di fare un salto anche a Corcolle così da poter avere un'idea ancora più chiara. Anche dal punto più alto della cava si possono vedere i resti del palazzo della moglie di Adriano. Una sosta che chiude la giornata carica di emozioni per il ministro, cominciata con la riunione in prefettura a Ferrara, la visita a Finale Emilia e San Felice sul Panaro. «La forza malefica del sisma ha colpito beni artistici e culturali. L'effetto è quello di una guerra. Sono crollati monumenti che erano elementi di aggregazione con una valenza simbolica e identitaria». Da simboli distrutti a simboli in pericolo, come Villa Adriana, il ministro vorrebbe salvare entrambi.