Solo ieri le scosse sono state trentaquattro, di magnitudo variabile da 4.3 a 3.4 della scala Richter. Ma al terremoto non ci si abitua mai: lo sciame sismico che affligge i paesi tra Modena e Ferrara continua a seminare il terrore fra gli abitanti, a sbriciolare i muri ancora rimasti in piedi e ad affollare i centri di prima accoglienza. La tendopoli di Mirandola lancia un appello: servono latte in polvere, sapone, vestiti per i bambini. A Finale Emilia, epicentro delle nuove scosse, la gente pare rassegnata. Come Gianni Superbi, 74 anni, che quando nella notte ha sentito il boato del terremoto non è nemmeno uscito da casa: «Se devo morire - dice - allora muoio nel mio letto».Il ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi guarda incredulo quel che resta della chiesa di San Felice sul Panaro: «Sembra di vedere i risultati di una guerra». E intanto arrivano i primi contributi per i danni: alle famiglie la cui casa è stata distrutta o sgomberata saranno assegnati fimo a 600 euro al mese «per l'autonoma sistemazione». Mentre l'inchiesta della Procura di Ferrara porterà presto a nuovi indagati. Il filone di indagine sui crolli nelle aziende ruota attorno alla verifica del rispetto delle norme antisismiche nella progettazione e realizzazione dei capannoni. C'è però un secondo filone sulle norme di sicurezza nelle aziende, per verificare se siano state rispettate uscite di sicurezza, spazi di fuga e ruoli degli operai.