EMERGENZA ABITATIVA. Legambiente all'attacco della Giunta che nei prossimi giorni dovrà dare il via libera al bando per l'housing sociale. L'associazione: "Ci aspettavamo un disastro, non poteva essere altrimenti, ma i risultati che Alemanno vorrebbe approvare sono peggiori di qualsiasi incubo. Oltre duemila ettari di campagna romana sarebbero cementificati... il problema dell'emergenza abitativa è serio e non c'entra nulla con nuove case private in vendita" Ventidue milioni di metri cubi di cemento; quattro volte la città di Viterbo, pari quasi al 2 per cento dell'intero territorio del Comune di Roma che sta per trasformarsi da Agro Romano in distesa di cemento. Colline, prati, campi coltivati per un totale di duemila e trecento ettari che subiranno la violenza della trasformazione urbanistica. La denuncia è di Legambiente che ha spulciato e analizzato al microscopio il bando per l'Housing Sociale che la Giunta comunale ha inserito nel calendario dei lavori per i prossimi giorni dopo aver concluso il lavoro di analisi delle 334 proposte che sono pervenute e tra queste ne ha individuate 160 compatibili con il bando. agro romano 01 Nella relazione del dipartimento di Urbanistica si legge: "Le aree selezionate si andranno ad aggiungersi agli Ambiti di Riserva a trasformabilità vincolata già individuati dal PRG vigente". Proprio l'elemento "aggiunta" offre a Legambiente il fianco per affondare il coltello: "Alemanno vorrebbe cedere ai privati anche l'Agro romano con l'orribile scusa dell'housing, l'attacco ai beni comuni, i beni di tutti noi cittadini è sempre più grave, va fermato - dice Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio - dal bando per l'housing ci aspettavamo un disastro, non poteva essere altrimenti, ma i risultati che Alemanno vorrebbe approvare sono peggiori di qualsiasi incubo. Oltre duemila ettari di aree dell'agro romano sarebbero cementificati, aree bellissime e vincolate, adiacenti a pregiate aree protette dall'Appia Antica a Veio, alla Riserva del Litorale, alla Marcigliana e tanti altri parchi. La realtà rischia di superare l'immaginazione, l'Acer dei costruttori aveva chiesto l'1 del territorio e Alemanno ne elargisce quasi il 2. Una brutta ipoteca sul futuro, visto che il Sindaco non potrà mai vedere attuata prima delle elezioni l'assurda variante generale al Piano Regolatore scritta sulla base dei risultati di un bando, ma rischia di generare diritti edificatori che non ci toglieremmo più. Va fermata subito, la Giunta non può approvare questo scempio, l'Assemblea capitolina tanto meno. Rilanciamo un appello a tutte le forze e le parti sociali contro questa schifezza". E l'associazione ricostruisce anche la storia: "Nell'ottobre del 2008, la Giunta comunale approvò l'invito pubblico per "l'individuazione di nuovi Ambiti di riserva a trasformabilità vincolata, finalizzati al reperimento di aree per l'attuazione del Piano Comunale di "housing sociale" e di altri interventi di interesse pubblico." Secondo quanto si apprende, una Commissione composta dal Direttore del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica con funzione di Presidente, dai Direttori dei Dipartimenti Patrimonio, Mobilità, Ambiente e Riqualificazione delle periferie e dal Direttore dell'Ufficio extra-dipartimentale per le Politiche Abitative, nel gennaio scorso ha concluso i suoi lavori, rendendo note le valutazioni rispetto alle 334 proposte pervenute. Secondo le norme del PRG vigente, la quota maggioritaria della edificabilità consentita negli Ambiti di Riserva, è destinata prioritariamente a: "edilizia residenziale pubblica o con finalità sociali; compensazioni urbanistiche; incentivi per il rinnovo edilizio". La conclusione: "Ecco finalmente l'amara verità, dopo che il Sindaco Alemanno ha sempre minimizzato sull'attacco all'agro denunciato da Legambiente, si svelano con chiarezza i numeri della cementificazione, con i quali il Sindaco in campagna elettorale forse tenta di recuperare voti nel più brutto dei modi - afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio - usare la scusa dell'housing per giustificare una nuova colata di cemento è ridicolo, il problema dell'emergenza abitativa è serio e non c'entra nulla con nuove case private in vendita. Il dramma delle fasce deboli e dei nostri concittadini alla ricerca di una casa va risolto con l'enorme quantità di residenze esistenti e in costruzione ma invendute, vuote. Non serve certo un nuovo attacco all'agro romano, ma politiche innovative a sostegno del mercato dell'affitto a basso costo, deterziarizzazione, frazionamento degli appartamenti oltre i 180 metri quadri, ridefinizione delle necessità di spazi commerciali. Alemanno sa solo disegnare nuovo cemento nelle aree agricole, nelle periferie come a Torbellamonaca o nei toponimi, a Romanina dove raddoppia le cubature o all'ex Fiera di Roma dove applica il piano casa, col waterfront di Ostia che devasterebbe il litorale o addirittura per le metropolitane in cambio di cubature. Fa però un grave errore a contrapporre la difesa dell'Agro Romano al diritto all'abitare, il meraviglioso paesaggio della campagna romana è un enorme e insostituibile valore per tutto il Paese".
Scacco matto all'Agro romano: è in arrivo una colata di cemento
La Giunta comunale di Roma ha inserito nel calendario dei lavori un bando per l'Housing Sociale, che prevede la realizzazione di 22 milioni di metri cubi di cemento, pari a circa il 2% del territorio comunale. L'associazione Legambiente ha denunciato che le aree selezionate sono principalmente dell'Agro Romano, che sarebbero cementificate e non utilizzate per la costruzione di case per le persone in difficoltà abitative. La società ha analizzato il bando e ha individuato 160 proposte compatibili con il bando, ma sostiene che il piano è "schifezza" e che il Sindaco Alemanno cerca di recuperare voti in campagna elettorale.
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