In carcere il direttore della Girolamini, indagata collaboratrice di Dell'Utri Sottratti testi e manoscritti rarissimi. I pm: causato un danno incalcolabile di Ferruccio Fabrizio wNAPOLI Il testo più datato, edito a Basilea, è del 1515. Ma c'è anche la "Bibbia Sacra" e la "Bibliografia dantesca" tra i 257 volumi e manoscritti pregiati della Biblioteca statale dei Girolamini, la più antica di Napoli. Di quei libri il 19 aprile fu annunciata la sparizione e i carabinieri per la Tutela del Patrimonio Artistico si misero subito a caccia del tesoro concentrando i sospetti sul direttore dell'istituto Marino Massimo De Caro, 39 anni. Ieri la svolta: l'arresto di De Caro e di suoi 4 collaboratori personali, gli argentini Eloy Alejandro Cabello e Paola Lorena Weigandt, l'ucraino Viktoriya Pavlovskiy e il veronese Mirko Camuri. Risultano indagati anche una collaboratrice del senatore Marcello Dell'Utri, Maria Grazia Cerone e il conservatore della biblioteca, padre Sandro Marsano. Associazione per delinquere finalizzata all' appropriazione indebita di libri rari, ma per De Caro, uomo a cui era affidata la conservazione di un patrimonio unico, c'è anche l'accusa infamante di aver causato un danno incalcolabile ai beni culturali perché sottolineano i magistrati di Napoli la storica biblioteca cara a Giambattista Vico è stata «gravemente e forse irrimediabilmente smembrata e mutilata». De Caro, originario di Bari, è per altro indagato per corruzione insieme al senatore Pdl Marcello Dell'Utri, anche dalla procura di Firenze (che ha trasmesso le carte a quella di Napoli). L'ex direttore dei Girolamini avrebbe aiutato Dell'Utri a favorire imprenditori russi del settore energetico, procurandogli consistenti somme di denaro solo apparentemente giustificate dall' acquisto di un documento antico. Dopo il furto dei 257 volumi, l'intero complesso dei Girolamini era stato sequestrato dalla procura mentre il direttore si era autosospeso dall'incarico. Sulla sparizione era calato il silenzio ma intanto le telecamere installate nella biblioteca stavano aiutando gli investigatori a risolvere il giallo. I video avevano sorpreso le cinque persone arrestate mentre entravano indisturbate nella biblioteca di notte, saccheggiando le sale e portando via i libri con borse e valigie trainate da carrelli. Nei giorni scorsi la scoperta in un deposito di Verona dei 257 testi annunciava la svolta. Il saccheggio era durato mesi e i carabinieri sospettano che molte centinaia di libri antichi siano state sottratte al patrimonio dei 160 mila testi di cui dispone la biblioteca. I pm, intanto, denunciano l'insensibilità della città: «La denuncia è arrivata da uno studioso fiorentino e da allora è partita l'inchiesta».