continua lo sciame sismico con picchi di 4,3 gradi richter Bologna. Le scosse, soltanto nelle ultime ore, sono state 34, con una magnitudo che la scorsa notte ha toccato i 4.3 gradi della scala Richter. Una potenza seconda soltanto a quella di domenica mattina, che ha fatto crollare l'ultimo brandello ancora in piedi dalle torre del castello di Finale Emilia. Il terremonto non dà tregua alle province di Modena e Ferrara, continuando a seminare il panico tra la popolazione. Anche i cittadini la cui casa è agibile preferiscono infatti i centri d'accoglienza, ormai al limite, dove ora le persone assistite sono circa 6.500. A San Felice, uno dei centri colpiti dal terremoto che domenica mattina ha causato sette morti e una cinquantina di feriti, le richieste d'aiuto sono raddoppiate a causa delle scosse che creano «ulteriore fibrillazione e momenti di panico». E che, come per la torre di Finale Emilia, continuano a fare danni. «Sembra di vedere i risultati della guerra», è stato il commento sconsolato del ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, che ha effettuato un sopralluogo nelle zone terremotate, promettendo «risorse specifiche» per il recupero dei beni culturali, una delle emergenze di questo terremoto. Nei prossimi giorni, gli esperti del ministero per i Beni culturali daranno inizio alla schedatura delle opere ferite dal sisma, che saranno prelevate dalle macerie e custodite a Sassuolo, dove verranno custodite e restaurate. «È necessario arrivare in tempi brevi - osserva ancora Ornaghi - a una classificazione precisa dei danni». Da salvare non c'è soltanto un patrimonio economico, ma anche i tanti simboli di questo territorio martoriato nella sua identità, oltre che nella sua gente e nelle sue attività. Aziende agricole, industrie, attività artigianali che per il quarto giorno consecutivo sono rimaste chiuse. L'unica soluzione, in attesa che lo sciame sismico finisca, è quella di rimboccarsi le maniche. Oltre a tenere gli occhi bene aperti per evitare il pericolo sciacalli: polizia e carabinieri hanno intensificato i controlli dopo che cinque italiani sono stati denunciati a Medolla. Avevano cercato di vendere due anelli di dubbia provenienza in una gioielleria e, nella loro auto, trasportavano arnesi atti allo scasso. Alessandro Galavotti 25052012