Non ci sono soldi per lordinaria amministrazione Così la gestione delle emergenze quotidiane diventa ogni giorno più difficile Ampliato il centro daccoglienza, restaurate le tre esedre e larea del Pecile Ma senza fondi nessuna cura è possibile per le aree verdi Zero virgola zero zero: tanto il ministero dei Beni culturali ha messo a disposizione per Villa Adriana per lanno 2012, ovvero adesso. Con questi soldi, (proprio così: 0,00), i funzionari, gli archeologi, gli architetti della Soprintendenza archeologica per il Lazio devono governare 80 ettari demaniali protetti dallUnesco che hanno stampate addosso le tracce delle memorie di Adriano, quel che resta del grandioso "sogno di un imperatore". Il decantato, prezioso, evocato Patrimonio dellUmanità a due passi da Tivoli, quello dove limperatore amante delle lettere e delle arti trovò requie, passioni carnali e spazio di pensiero, oggi non solo è minacciato dalla montagna di spazzatura che Roma - non più centro dellimpero, ma megalopoli del caos - minaccia di scaricargli affianco, ma non ha nemmeno un soldo in cassa, neanche per fronteggiare lordinaria amministrazione. A guardar bene, nella programmazione triennale, i soldi sono pari a zero per questanno ma a seguire si annunciano 300mila euro per il 2013 e 600mila per il 2014: tuttavia, gli iter amministrativi prevedono che il piano triennale venga presentato, discusso e approvato di anno in anno e per il 2013 le previsioni sono nerissime. Altri soldi non ce ne saranno per il grande "rudere" che fa minacciare al ministro Ornaghi le dimissioni, che fa sbattere la porta ad Andrea Carandini per la rabbia e la stanchezza. Accade così che mentre il mondo della cultura, i ministri, gli intellettuali si dannano a raccogliere firme e fare proteste nella speranza di scongiurare il peggio, a Villa Adriana la vita di tutti i giorni sia assai grama, e non da oggi. Neanche un soldo è stato previsto, ad esempio, per il verde: e in un parco archeologico di quelle dimensioni, con il sole a picco destate e un pantano già ai primi freddi, significa che in capo a qualche settimana tutto diventa un cespuglio bruciacchiato o spelacchiato a seconda della stagione. Il paradosso è che le casse sono vuote anche grazie a un finanziamento straordinario (che risale alla stagione Galan) erogato per alcuni siti tra cui appunto Villa Adriana, per cui un paio di milioni di euro sono arrivati anche qui. Ora però, per utilizzare quei fondi, le gare di assegnazione sono in corso ma il Mibac, in tempi di così grandi ristrettezze, ha compensato tagliando il resto, vale a dire lordinaria amministrazione (0,00). Intanto "i miracoli" si fanno lo stesso, Villa Adriana resiste. I visitatori nel 2011 sono stati 224.296; nel 2012 già quasi 80mila (79.245), 45mila dei quali in aprile e in particolare nei giorni di Pasqua; per tutti il biglietto costa 8 euro, in queste settimane 11 perché include la mostra sul bellAntinoo che di Adriano era lamante. I "miracoli" sono anche i tanti interventi diffusi, come accadeva, fino ad un anno fa, in occasione del festival che di Villa Adriana portava il nome, fatto di danza, musica e teatro, occasione per una passeggiata notturna indimenticabile, alla luce delle fiaccole, con artisti internazionali, cancellato anchesso per questioni "di saccoccia" dalla Regione Lazio. Alla voce "miracoli" si ritrova il centro daccoglienza proprio allentrata della Villa: progettato e realizzato per il Giubileo è stato rinnovato, ampliato e ora se piove una pensilina protegge i visitatori. Da poco anche larea del Pecile e le tre esedre sono state restaurate. Ma a minacciare la vita quotidiana ci sono le emergenze, i piccoli imprevisti quotidiani diventati ingestibili: il tempo troppo bello o troppo brutto, una scala scivolosa o una buca che si apre e niente soldi per rimetterli a posto. La scorsa settimana gli archeologi della Pierreci, che gestisce i servizi dellarea archeologica, hanno accompagnato una ventina di giornalisti stranieri a fare un giro: la metà erano tedeschi, un paio americani, uno canadese, un altro turco. È stato mostrato loro il bello di un territorio ricco dal punto di vista della storia, dellenogastronomia, della natura a pochi chilometri da Roma e comunque fuori dal suo caos, dai circuiti più battuti. Se ne sono andati entusiasti: scriveranno, torneranno, solleciteranno i loro connazionali a scoprire il fascino di un posto così. Villa Adriana a Tivoli è anche questo: ma sopravvive a euro zero e con un futuro ancora molto minaccioso allorizzonte.