ho letto con la dovuta attenzione larticolo di Flavia Piccinni intitolato "Quel parco dimenticato la desolazione di Gravina", mi preme intervenire perché emotivamente e culturalmente coinvolto dallappello lanciato dalle vostre pagine. Da poche settimane rivesto la carica di presidente del Parco nazionale dellAlta Murgia e riscontro quotidianamente il disagio dei cittadini e degli esponenti della società civile per un patrimonio inestimabile che versa spesso in condizioni di abbandono. Impossibile, pertanto, non sentire la vicinanza con larea confinante del Parco Archeologico di Botromagno che ritengo uno dei tesori più preziosi del nostro territorio. La nostra civiltà affonda le radici dentro quei luoghi che hanno visto i primi insediamenti umani della zona; radici che sono ben più profonde della sterpaglia che si è radicata in questi anni di abbandono. Il recupero della memoria è un elemento fondamentale per la missione di un parco nazionale e lo considero una priorità del mio mandato. Stiamo già affrontando, come ente parco, la questione relativa alla gestione dei siti archeologici del parco e di quelli che ricadono in aree esterne al parco ma adiacenti, come nel caso di Botromagno. Vogliamo essere parte attiva, istituire un tavolo assieme alle amministrazioni locali (nello specifico, alla giunta del futuro sindaco di Gravina in Puglia) e alla Sovrintendenza ai beni culturali che guardi oltre gli interessi locali e abbia come finalità la valorizzazione dei siti anche in chiave turistica: stiamo riscontrando una domanda crescente in questo senso e i principali attrattori del nostro territorio sono indubbiamente legati allarcheologia, al paesaggio, alla natura. Abbiamo la volontà di dare vita a forme di cooperazione con gli altri enti, mettere a disposizione saperi e risorse per tutelare questi beni: la nostra idea di "parco aperto" passa innanzitutto attraverso la collaborazione costruttiva con istituzioni, associazioni, cittadini. Nel caso specifico del Parco di Botromagno, riteniamo opportuno proporre alla Regione Puglia di inserire larea allinterno del S.A.C. (sistema ambientale e culturale) che fa capo al parco nazionale dellAlta Murgia. In questottica, sarebbe possibile destinare risorse al riallestimento del sito, alla realizzazione di segnaletica, alla manutenzione delle strutture già esistenti. Riteniamo necessario, inoltre, chiedere alla Regione Puglia di verificare la disponibilità di una parte fondi del Programma europeo Poin per il recupero e la valorizzazione di «Attrattori naturali, culturali e turistici». Sentiamo il dovere di partecipare attivamente al processo di tutela di siti come quello di Botromagno, per il suo valore simbolico e per le sue potenzialità tuttora inespresse come possibile volano di un turismo culturale e ambientale. Siamo pronti a fare la nostra parte, con lo stesso senso di responsabilità e la stessa passione espressa dallarticolo della scrittrice Flavia Piccinni. presidente parco Alta Murgia Non manca neanche chi ha pensato di aver capito "quale sarà, in parte il mio futuro, insieme agli studi di Giurisprudenza: son stata scelta al Ballo delle debuttanti. Mi piacerebbe fare spettacolo". Daltronde, la stessa canzone di Caparezza, utilizzata come linno della serata, provocatoriamente recita: "Io diventerò qualcuno, non studierò non leggerò, a tutti voi dirò di no. Ecco perché diventerò qualcuno". Un alunno, prossimo agli esami di Stato, dellistituto alberghiero di Polignano, mi dice che "siamo in un Paese di qualunquisti, Beppe Grillo e Silvio Berlusconi docet, per cui lunica possibilità che cè rimasta è forse metterci insieme, come questa sera, e cercare di capire chi ci impedisce di diventare da bruco una farfalla. I genitori? La stessa scuola? Lo Stato?". Gianrico non usa metafore, ma sono le stesse tre fasi su cui si soffermano a riflettere gli studenti, fino a tarda sera, rispetto alla loro crescita: "Spesso cè chi ci monca gli arti, chi ci spezza le ali. Peccato che, spesso, a farlo siate proprio voi docenti e la stessa scuola, anche per le gravi mancanze, che spesso viviamo. E parlo della scuola statale" si sfoga Angela, dellIstituto "Delilla" di Conversano. "Scegliete quello che vi piace - è linvito di don Mario agli studenti perché la vera disabilità è la paura. Prendere il largo è un invito rivolto non solo ai credenti. Non può esistere nessuna scelta senza paura". E di continui inviti, in tal senso, gli studenti ne ricevono: "Solo che bisogna approfittarne di tali incontri", mi spiega uno dei tanti presidi presenti alla due giorni, presso la Cittadella della Cultura di Bari, di "ProPONiamo la PugliaEsperienza Saperi Tecnologie 2020", promossa dallUfficio Scolastico Regionale e Assessorato al Diritto allo Studio pugliese. Il coordinamento è stato curato dallistituto "Marco Polo" di Bari. Qui gli studenti sono stati quasi tremila e hanno avuto modo di confrontarsi con oltre 100 relatori, in decine di seminari e workshop. "Sembra una giostra mi dice Giancarlo, alunno dellIstituto "Luxemburg" di Acquaviva delle Fonti - uno spazio immenso dedicato agli studenti, con possibilità di scambio di idee e non solo di sms". "Bellissimo, credo che in questi due giorni ho potuto sperimentare in parte quello verso cui mi sto preparando, con 'sto diploma: il confronto, lo scambio e la possibilità di imparare on the road" spiega Rossella, dellIstituto "De Pace" di Lecce. "E chi ha mai visto niente di tutto ciò in questi cinque anni? confida Alessio, prossimo al diploma di maturità Posso sperare che almeno i miei figli possano imparare anche attraverso una performance, dei video, dei laboratori, la cultura dei latini, ma anche la civiltà degli inglesi. Stia tranquillo, senza far a meno di voi docenti!". "Questiniziativa spiega il preside del "Marco Polo", Antonio Guida pone la scuola pugliese, che ha già raggiunto apprezzabili risultati nelle valutazioni nazionali e internazionali degli studenti, nella direzione del fare sistema e di una reale governance regionale".