"Vendeva allestero i libri antichi" arrestato lex direttore dei Girolamini Perquisizioni per una collaboratrice di DellUtri, a sua volta indagato in unaltra inchiesta Per Massimo De Caro lipotesi di peculato. Sottratti almeno 257 preziosi volumi NAPOLI - La memoria saccheggiata dal suo custode. Una Biblioteca storica devastata. Libri di valore inestimabile sparsi per terra, abbandonati. Spostati dagli scaffali originari per confondere la catalogazione. E poi rubati di notte, dentro scatoloni e borse di pelle. Accadeva a Napoli, nel cinquecentesco monumento dei Girolamini, nelle sale a lungo frequentate da Giovambattista Vico e ora al centro di uninchiesta clamorosa. Dopo la pubblica denuncia dellesperto Tomaso Montanari, scatta larresto dellex direttore della Biblioteca, Massimo Marino De Caro, accusato di peculato per essersi appropriato «di manoscritti, volumi, e altri beni» appartenenti al patrimonio che avrebbe dovuto proteggere. Arrestati anche tre collaboratori di De Caro: gli argentini Alejandro Eloy Cabello e Lorena Paola Weiganft e lucraina Vikroriya Pavlovskiy. Per ricettazione finisce in cella il veronese Mirko Camuri, insegnante di ballo al quale il 18 aprile scorso De Caro, mentre la Biblioteca veniva sequestrata dai carabinieri, inviò un sms: «Vai subito in campagna». Due giorni dopo quel messaggio, Camuri intesta a una terza persona un deposito dove verranno trovati oltre mille libri antichi, 257 dei quali ritenuti «sicuramente riconducibili ai Girolamini». Linchiesta è condotta dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio, guidati dal colonnello Mancino sotto il coordinamento dei pm Michele Fini e Antonella Serio, con il procuratore Giovanni Melillo. Perquisiti e indagati anche per associazione a delinquere (come gli altri) anche don Sandro Marsano, conservatore della Biblioteca e la collaboratrice del senatore del Pdl Marcello DellUtri, Maria Grazia Cerone. Nellinchiesta napoletana il parlamentare non è coinvolto. DellUtri è però indagato con De Caro in una diversa inchiesta del Ros di Firenze, con lipotesi di corruzione. Il gip sottolinea la capacità dellex direttore di usare «il circuito di conoscenze anche politiche ottenute in virtù della nomina a consigliere del ministro dei Beni culturali Galan», e ne rimarca la «rapida e irrefrenabile ascesa nelle strutture ministeriali». Un testimone ricorda di averlo visto più volte pagare in contanti o con «assegni recanti lintestazione «Senato della Repubblica» attività svolte per conto della biblioteca. Non sono coinvolti dipendenti della Biblioteca che anzi hanno collaborato alle indagini mettendo a disposizione degli inquirenti i video. Sembra un romanzo, la spoliazione dei Girolamini. Eppure gli esperti raccontano di un mercato in crescita. Anche perché ai tradizionali collezionisti europei si sono aggiunti i più facoltosi esponenti del mercato giapponese e russo: che fanno tappa presso librai improvvisati o case dasta di Monaco, New York o Londra, la capitale dei libri antichi. Una domanda in rialzo soprattutto sul web mentre soffrono di cali consistenti le insegne dei librai depoca. Il perimetro protetto con cui interloquiva lex Circolo dei Bibliofili di Firenze, nato 90 anni fa e oggi diventato Alai, Associazione librai antiquari, deve vedersela con troppe insidie e una competizione senza confini. Basti un dato: il sito abebooks.it invita il navigatore a «cercare tra 140 milioni di libri proposti da migliaia di librerie. Rari, antichi, da collezione». Racconta Marzio Grimaldi, tra i venti riconosciuti e più anziani di questi librai italiani, che «il mercato sul web ci ha danneggiato tanto. Avevo sentito già dello scandalo dei Girolamini, ma non ci credevo. A marzo ero a Milano e alcuni colleghi mi prendevano in giro: allora, state vendendo le "rimanenze" di Napoli, pare che De Caro stia lavorando molto...». Una specialità sempre più diffusa. Perché? Quei testi sono considerati «beni rifugio» nei periodi di crisi, più facili da occultare e trasportare, difficilmente ancorabili a una provenienza e quindi anche ad una certezza di origine furtiva, e sgravati, come sottolinea il procuratore Melillo, «da tutti quei filtri di mercati che invece tutelano maggiormente il traffico di opere darte. Ecco perché è assolutamente indispensabile che a livello internazionale si rafforzi lintelligence e lazione di contrasto anche in questo settore». Se De Caro è davvero uno spregiudicato «trafficante», è inciampato in un procuratore che è anche appassionato bibliografo. Dettaglio beffardo: un anno fa, a Napoli, accusatore e arrestato sedevano come relatori allo stesso convegno, Melillo come analista del «libricidio» e laltro come delegato di Galan.