L'Unione europea ha stanziato oltre 100 milioni di euro. Il governo Monti non si è tirato indietro. Per l'appalto iniziale sono state presentate 500 offerte. Dopo le polemiche legate ai crolli tremendi del 2010 è forse arrivato il momento della rivincita per gli scavi di Pompei. Sette, il settimanale del Corriere della Sera, domani in edicola dedica il servizio di copertina alla tormentata storia del sito archeologico campano. Lavori di messa in sicurezza che dovrebbero partire a ottobre che fanno parte del progetto «Grande Pompei». Saranno cinque e interesseranno altrettante domus: la Casa di Sirico, la casa del Marinaio, la Casa dei Dioscuri, la Casa delle Pareti Rosse e la Casa del Criptoportico Pompei non è un sito qualunque per l'Italia perché raccoglie 2 milioni e mezzo di visitatori l'anno che generano venti milioni di euro d'incasso dai biglietti. Eppure, nel corso degli ultimi tempi i cedimenti si sono susseguiti con costanza e magnifiche domus hanno chiuso i battenti anni fa e mai più sono state riaperte come la Casa dei Vettii oppure sono state sequestrate come la Casa del Moralista. Tanto che due anni fa, sbottò anche il presidente Napolitano: «Pompei è una vergogna per l'Italia». Sette ha intervistato chi ogni giorno lavora per far splendere Pompei. «Faccio il copista e prima lo faceva mio zio», racconta Francesco Calabrese davanti agli acquarelli che riproducono gli affreschi, «e misuro il declino, anche qui nella Casa del Fauno. Un tempo c'erano mosaicisti che avevano magari la terza elementare, ma sapevano come intervenire. Andati in pensione loro, tutto è diventato più complicato. Sempre più domus restano chiuse e i lamenti dei turisti si fanno sentire. Speriamo che sia la volta buona per ripartire». E proprio questa sembra la sfida dell'antica città: risorgere. Ripartendo magari dai 6mila visitatori di media al giorno e dall'impegno del governo che per Pompei ha nominato anche un super-prefetto, Fernando Guida, per evitare infiltrazioni della mafia a cui quei 100 milioni di euro stanziati dall'Ue fanno molta gola. «Non un soldo alla camorra», lo slogan ufficiale. I tempi stringono e occorre pure recuperare quello perduto. Ma qualcosa sembra muoversi. A gennaio sono stati assunti ventidue tecnici (13 archeologi, 9 architetti) per dare slancio alla ripartenza della città che tutto il mondo ci invidia.
POMPEI - I fondi, gli appalti e il futuro di Pompei
L'Unione europea ha stanziato 100 milioni di euro per il progetto Grande Pompei. Il governo Monti ha presentato 500 offerte per l'appalto iniziale. Il progetto include la messa in sicurezza di cinque domus, tra cui la Casa di Sirico e la Casa dei Dioscuri. Pompei è un sito archeologico molto visitato, con 2,5 milioni di visitatori all'anno, ma negli ultimi anni ci sono stati problemi di cedimenti e molti cedimenti sono stati chiusi per sempre. Il presidente Napolitano ha definito Pompei una "vergogna" per l'Italia. Un giornalista, Francesco Calabrese, ha intervistato chi lavora per far splendere Pompei e ha parlato del declino della città.
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