Dopo l'allarme lanciato dai condomini di Palazzo Bonacolsi sulla Torre della Gabbia a rischio crollo in seguito alle scosse di terremoto, è intervenuta la prefettura. Ieri con una lettera firmata dal vice prefetto vicario Angelo Araldi, il sindaco di Mantova è stato «invitato a disporre con immediatezza le occorrenti attività di accertamento e verifica delle condizioni statiche e di sicurezza del manufatto, a tutela e salvaguardia del bene costituzionale dell'incolumità e della sicurezza pubblica». Al Comune, assicura la prefettura, sarà garantita l'assistenza di vigili del fuoco, sovrintendenza per i beni architettonici e paesaggistici e uffici regionali di Mantova. Sopralluogo. Via Roma ha accolto l'«invito» (sollecitato anche dalla minaccia di ricorso al giudice da parte dei residenti sotto la Torre) e già nel pomeriggio è stato fatto un primo sopralluogo. L'ingegner Sproccati, incaricato dal dirigente delle opere pubbliche Mastromarino, accompagnato dal capo di gabinetto del sindaco, Colombo, e da un tecnico dell'assessorato, ha visitato alcuni appartamenti costruiti a ridosso della Torre dove sono stati segnalati danni. Si è trattato di una prima ispezione visiva, a cui seguirà quella più approfondita di lunedì. Il risultato, secondo il tecnico, è stato positivo le crepe che il terremoto ha aperto facendo oscillare la Torre non sembrano compromettere la stabilità del palazzo. Sui lati della Gabbia sono apparse delle lesioni, ma anche queste non sembrano preoccupare. Approfondimento. L'analisi di ieri, pero, e stata superficiale per cui, prima di trarre ogni tipo di conclusione, si dovrà aspettare l'ispezione tecnica di lunedì. Il Comune ha preso in affitto un braccio meccanico per consentire a Sproccati di salire fin sulla sommità della Torre, posta a 60 metri di altezza, e verificare la tenuta del tetto e dell'intero corpo del monumento. Nel contempo si verificheranno le condizioni danni della copertura del palazzo. Si era pensato di accelerare i tempi dell'ispezione rivolgendosi ai vigili del fuoco. Purtroppo dispongono solo di autoscale che possono raggiungere altezze di 34 metri; inoltre, in questo momento, tutto il personale della Protezione civile, pompieri compresi, è impegnato nelle zone terremotate del basso mantovano e non poteva garantire un intervento immediato sulla Gabbia. Aiuto. II Comune di Mantova ha chiesto aiuto alla Protezione civile. Ieri l'assessore alla protezione civile Espedito Rose ha incontrato a Moglia il capo del dipartimento nazionale, Franco Gabrielli. «Gli ho chiesto - dice - se gli interventi per la messa in sicurezza e il recupero dei due monumenti possono essere stralciati dal patto di stabilità. A Gabriel-li ho consegnato l'intera documentazione. Vedremo che cosa potrà fare: per ora non si è sbilanciato. La questione è molto complessa e non ci resta che attendere». Mantova si appellerà anche al ministro per i beni culturali Ornaghi: «Presto - annuncia Rose - faremo avere anche a lui la documentazione sui due edifici storici. Mantova è città Unesco e avendo questi due beni preziosi da tutelare merita di essere tenuta in considerazione». Finanziamenti. Il Comune ha già inserito la Torre della Gabbia tra i monumenti danneggiati dal sisma e ha chiesto alla Regione un finanziamento di un milione 950mila euro.