Migliaia di animali sono morti nel sisma in Emilia. Svariante centinaia di capi di allevamento sono rimasti schiacciati dentro stalle e capannoni, a cominciare da maiali e mucche, ma sono soprattutto gli uccelli a essere vittime di una vera e propria strage. Ancora non si hanno notizie, invece, da canili e gattili. «La scossa è avvenuta in piena notte - ha spiegato Piero Milani, responsabile del centro faunistico "Pettirosso" di Modena - quando gli uccelli erano tutti nei nidi nelle torri e rocche che sono crollate. Si tratta soprattutto di rondini, rondoni e balestrucci, ritrovati morti tra i mattoni e le macerie precipitate al suolo». Gran parte dei nidi non esiste più. Si sono salvati solo quelli sugli alberi. «Una cinquantina di esemplari adulti e di piccoli sono stati salvati, anche grazie all'intervento del corpo forestale e della protezione civile - ha aggiunto Milani - ma per ora non è possibile fare molto poiché le "zone rosse" sono perimetrate e non è possibile accedere per il rischio di nuovi crolli». Tantissimi anche gli esemplari con le ali fratturate. A preoccupare, ora, è anche l'economia. «Subito provvedimenti per cittadini e imprese, stanziamenti straordinari e verifiche già in atto in edifici e scuole: siamo profondamente colpiti ma non in ginocchio», ha precisato il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani parlando del terremoto nell'aula di Viale Aldo Moro. «La macchina dell'emergenza ha funzionato da subito con efficienza e la popolazione sta reagendo con grandissima dignità, manifestando la voglia di riprendere subito le proprie attività, la vita di tutti i giorni» ha aggiunto Errani, rimarcando che «questa è un'emergenza nazionale ed è giusto e corretto che insieme alla nostra regione il Paese si faccia carico della solidarietà, anche in un momento di difficoltà della finanza pubblica». «Adesso - ha confermato il presidente - siamo molto impegnati sulle verifiche dei danni, in primo luogo a scuole, abitazioni e imprese di ogni settore, a beni culturali e religiosi per i quali è essenziale il ruolo della sovrintendenza che, il ministro mi ha assicurato, sarà rafforzata». Tuttavia, secondo Errani, «occorre un provvedimento di sospensione in tempi rapidi per tutti i pagamenti per le case e le imprese lesionate». La Regio- ne, sta facendo «uno sforzo straordinario anche in relazione all'assestamento di bilancio e impiegherà proprie risorse» ma ha ripetuto Errani «chiediamo che il Governo faccia altrettanto, mentre proviamo a costituire un fondo per cui è stata trovata una risposta positiva dal sistema bancario, perché si possano fare investimenti che consentano alle imprese di ripartire subito con la produzione». L'obiettivo ora è «riattivare subito e ricostruire: garantire ammortizzatori ordinari e in deroga per assicurare che nessuno viva un'emergenza nell'emergenza». Domani, su questo tema, si riunirà in Regione un tavolo con le forze imprenditoriali e sociali, per provare a costruire un provvedimento straordinario. Mentre la terra continua a tremare, Enel ha sospeso le azioni di sollecito e di recupero del credito nei confronti dei clienti in difficoltà e 5 istituti scolastici superiori, in carico alla Provincia di Modena a Finale Emilia e Mirandola, sono stati dichiarati inagibili, con danni per almeno 5 milioni e mezzo di euro e lavori di ripristino che dureranno almeno 4 mesi. Complessivamente, gli istituti ospitano 3.460 studenti, suddivisi in 158 classi. Circa 600 affronteranno gli esami di Stato. Tra Modena, Ferrara e Bologna, intanto, 35 squadre di Vigili del fuoco hanno già controllato 2.159 immobili e il 98 di questi è stato dichiarato «agibile».