Erano stati spostati in un'altra ala del complesso monumentale, fatti scomparire, cancellati dai registri e dalla memoria collettiva. E il destino di migliaia di libri della Biblioteca Girolamini, secondo quanto sta emergendo nel corso degli ultimi accertamenti della polizia giudiziaria. Quanto basta a firmare un nuovo sequestro all'interno dello stesso complesso monumentale dei Girolamini: ieri, i carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico hanno messo i sigilli ad alcune sale della biblioteca che sono state chiuse a chiave e cedute alla congregazione di San Filippo Neri, proprietaria del complesso. Migliaia di libri ritenuti di appartenenza della biblioteca al centro delle indagini sono finiti ieri sotto sequestro e sono al momento ritenuti oggetto di una presunta sottrazione illecita. Come già accaduto nelle fasi iniziali dei questa vicenda, decisivo è stato il contributo di un custode, che non ha avuto esitazione ad instradare i militari dell'arma verso le sale del complesso monumentale dove erano stati stipati i libri. Inchiesta condotta dal pool del procuratore aggiunto Gianni Melillo, diversi i punti da approfondire: peculato, appropriazione illecita, falso, ricettazione. E non è tutto: resta sullo sfondo anche l'ipotesi associativa, tanto da spingere gli inquirenti a ragionare sull'esistenza di un gruppo strutturato, con mansioni, ruoli e competenze differenti. Un gruppo, una cricca capace di fiutare l'affare, insinuarsi nelle pieghe dei disservizi pubblici, mettere le mani su autentici capolavori destinati a finire in collezioni private. È il circuito del saccheggio, della spoliazione, della ricettazione di testi trafugati. Inchiesta complessa, qualche giorno fa sono stati rinvenuti in un deposito del veronese centinaia di libri con il timbro dei Girolamini, grazie al ritrovamento di un biglietto di fitto nella disponibilità di una sorta di faccendiere. Tanti tasselli da mettere insieme, anche alla luce dei documenti (e delle probabili tracce) di volta in volta rinvenute nel corso degli ultimi due mesi di indagine: stando a quanto sta emergendo in queste ore, a chiudere le stanze nelle quali erano stati custoditi migliaia di libri, era stato il conservatore, don Sandro Marsano, che risulta al momento coinvolto negli accertamenti finalizzati ad approfondire l'ipotesi di peculato. La Procura usa il bisturi e prova a mettere a fuoco ruoli e mansioni, in una vicenda per molti versi top secret: è accusato di peculato il direttore della struttura, Marino Massimo De Caro, ma anche quattro dipendenti. Ovviamente diverso il ruolo di chi, dopo aver lavorato per mesi nella biblioteca, ha svolto un ruolo collaborativo e ha fornito indicazioni utili per assicurare allo Stato migliaia di testi irriproducibili. Ora l'attenzione è sulle stanze segrete, sulle ale del complesso utilizzate per accantonare, o comunque sottrarre alla fruizione pubblica, migliaia di volumi. Depositi segreti, o cos'altro? E a cosa servivono? Perché spostare quei libri da un punto all'altro della struttura monumentale? Domande tutte da approfondire, proprio mentre i carabinieri passano al setaccio gli archivi informatici di alcune raccolte private finite sotto il cono d'ombra delle indagini. Tasselli da mettere a posto, in una inchiesta che si sta autoalimentando. Basta considerare i documenti riservati finiti ieri sotto sequestro nelle ale segrete della congrega napoletana: sono ritenuti di importanza investigativa, potrebbero condurre ad altri potenziali intermediari o ad acquirenti di libri pregiati. Potrebbero far venir fuori ruoli, specialità e tecniche (oltre che i nomi di oscuri committenti) di un gruppo di potenziali predatori dei tesori custoditi a Napoli per secoli.
NAPOLI - Girolamini, stanza segreta nascondeva migliaia di libri
I carabinieri hanno messo i sigilli ad alcune sale della Biblioteca Girolamini a Napoli, dopo aver scoperto che migliaia di libri erano stati sottratti. I libri sono stati spostati in un'altra ala del complesso monumentale e cancellati dai registri e dalla memoria collettiva. La polizia giudiziaria sta indagando su un presunto sequestro e sulla sottrazione illecita di libri. Il custode della biblioteca ha fornito indicazioni utili per assicurare allo Stato migliaia di testi irriproducibili. L'inchiesta è complessa e coinvolge potenziali intermediari e acquirenti di libri pregiati.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo