Assoluzione anche in secondo grado per tutte le persone coinvolte nell'inchiesta sul parco commerciale che avrebbe dovuto sorgere su Villa Melania, il terreno di Pistunina ancora oggi abbandonato. La Corte d'Appello di Messina, andando oltre la richiesta dell'accusa, che aveva sollecitato la prescrizione, ha confermato la sentenza di primo grado, cristallizzando l'assoluzione piena per tutti gli imputati. Assolti, quindi, il presidente della Provincia Nanni Ricevuto e gli imprenditori Gioacchino Finocchiaro, Cesare D'Amico, Francesco D'Amico, gli avvocati Antonino Gazzara e Andrea Lo Castro, i commercialisti Salvatore Cacace, Carmelo Brigandì, Patrizia De Luca, Antonino Allone, Agata Rinciari, Giuseppe Leone e Nicoletta Rinciari. Facevano parte delle cariche societarie delle imprese coinvolte nel progetto, la Fida e la Cms, poi dichiarate fallite. L'indagine partì quando - sotto il terreno comprato per realizzare un centro direzionale - furono scoperti pregevoli resti archeologici di una villa d'epoca romana. L'inchiesta, affidata all'allora pm Franco Chillemi, contestò l'intero progetto, a cominciare dalla bancarotta delle società. L'udienza preliminare si aprì solo dopo parecchi anni, nel 2004, e già in quella fase furono dichiarate parecchie prescrizioni. Nel 2009 le assoluzioni, con la sentenza di primo grado, confermate ora. Alessandra Serio 22052012
SICILIA - villa Melania. Assoluzioni confermate anche in Corte d'appello
Assoluzione anche in secondo grado per tutte le persone coinvolte nell'inchiesta sul parco commerciale che avrebbe dovuto sorgere su Villa Melania, il terreno di Pistunina ancora oggi abbandonato. La Corte d'Appello di Messina, andando oltre la richiesta dell'accusa, che aveva sollecitato la prescrizione, ha confermato la sentenza di primo grado, cristallizzando l'assoluzione piena per tutti gli imputati. Assolti, quindi, il presidente della Provincia Nanni Ricevuto e gli imprenditori Gioacchino Finocchiaro, Cesare D'Amico, Francesco D'Amico, gli avvocati Antonino Gazzara e Andrea Lo Castro, i commercialisti Salvatore Cacace, Carmelo Brigandì, Patrizia De Luca, Antonino Allone, Agata Rinciari, Giuseppe Leone e Nicoletta Rinciari. Facevano parte delle cariche societarie delle imprese coinvolte nel progetto, la Fida e la Cms, poi dichiarate fallite. L'indagine partì quando - sotto il terreno comprato per realizzare un centro direzionale - furono scoperti pregevoli resti archeologici di una villa d'epoca romana. L'inchiesta, affidata all'allora pm Franco Chillemi, contestò l'intero progetto, a cominciare dalla bancarotta delle società. L'udienza preliminare si aprì solo dopo parecchi anni, nel 2004, e già in quella fase furono dichiarate parecchie prescrizioni. Nel 2009 le assoluzioni, con la sentenza di primo grado, confermate ora.
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