UNA delegazione del China Millenium Monument World Art Museum di Pechino ha visitato ieri l'Egizio. Con uno scopo preciso: quello di scegliere una serie di opere da ottenere in prestito. Saranno esposte in una sezione dedicata all'Egitto antico, nell'ambito di un ambizioso"Museo dell'arte mondiale", dalla Mesopotamia a oggi, che dovrà essere pronto nel 2008, in occasione delle Olimpiadi. Dopo questa prima ricognizione, i responsabili delle collezioni torinesi proporranno un elenco di 25 pezzi da inviare in Cina: si tratterà di un prestito biennale, che sarà rinnovato sostituendo quei reperti con altri a rotazione. Si costituirà insomma una sorta di piccola succursale del museo di via Accademia delle Scienze non lontano da piazza Tienan-men, dove ha sede il futuribile edificio costruito a Pechino per celebrare il secondo millennio, sede del World Art Museum. A guidare il gruppo c'era il vicedirettore di quel museo Guangsheng Feng, al seguito alcune persone dello staff. A fare da padrone di casa il direttore per i Beni culturali del Piemonte Mario Turetta, accompagnato da Rosanna Binacchi della direzione del Ministero per i beni culturali e gli egittologi Alessandro Roccati (torinese, successore di Sergio Donadoni nella cattedra di egittologia alla Sapienza e da alcuni giorni membro del comitato scientifico della Fondazione), Elvira D'Amicone ed Elisabetta Valtz. Guangsheng era per la prima volta in Italia: reduce da una colazione al Cambio, mostrava con orgoglio le immagini del suo museo da un minicomputer portatile. Si è soffermato prima nella sezione dedicata alla preistoria, poi nel sotterraneo, dove ha ammirato con particolare interesse gli oggetti lignei rinvenuti nella tomba di Uahka e Ibu a Qua el Kebir e il tempio di Ellesjia.