ANSA(Di Daniela Grondona) FIRENZE, 20 MAG C'è un 'esercitò di italiani che non visita musei, nè siti archeologici, nè mostre. Sono 28 milioni i 'disertorì dell'arte e della cultura, sia in Italia sia all'estero, secondo una ricerca svolta dal Centro Studi 'Gianfranco Imperatorì dell'Associazione Civita e presentata a Firenze nell'ambito della manifestazione 'ArtTourism'. Il fenomeno è più evidente nelle regioni del Sud e in quelle del Nord Ovest e tra le donne. Nel 2010, indica l'indagine, 6 italiani su 10 con più di 18 anni non hanno varcato la soglia di musei o altre strutture espositive. Si tratta di persone comprese sia nella fascia più anziana della popolazione (individui con più di 64 anni di età) che in quella tra i 25 e i 44 anni. Questa 'disaffezionè riguarderebbe in particolar modo le donne: solo il 39,5 del pubblico femminile, secondo l'indagine, visita una mostra o un museo. Per i ricercatori, tuttavia, «i livelli di istruzione e reddito e la distribuzione territoriale delle offerte culturali solo in parte spiegano la mancata espressione di una domanda di cultura da parte di una quota così elevata di popolazione italiana adulta». Una delle soluzioni, secondo il sottosegretario ai Beni culturali, Roberto Cecchi, è il miglioramento dei servizi. «Dobbiamo cercare di migliorare l'offerta ha spiegato la domanda è già alta, abbiamo 37 milioni di visitatori l'anno, una cifra considerevole, stranieri e anche italiani. Noi ha proseguito abbiamo un gradimento molto alto dei nostri musei che sta intorno al 75, fatte le verifiche sul campo. Dove c'è il punto di caduta è sui servizi, cioè su tutto quello che concorre a definire oggi un museo. Dobbiamo migliorare quella parte dando un impulso che abbia un carattere più imprenditoriale». La tipologia dei 'non fruitorì, infatti, costituisce un segmento importante. «Un potenziale di domanda non utilizzato - osserva Civita che potrebbe sostenere in modo non marginale lo sviluppo del settore». La ricerca ha anche tracciato il profilo degli utenti dei luoghi di cultura (in Italia e all'estero) e dei 'non fruitorì. Nel primo gruppo sono compresi i fruitori 'mobilì, quelli fino a 45 anni di età che visitano un luogo di cultura di solito in un'altra città o in un altro paese in occasione di un viaggio, e quelli 'onnivorì, visitatori al di sotto dei 45 anni che vedono sia i musei d'arte (dall'antico al contemporaneo) che quelli archeologici, sia della loro che di altre città ma, in genere, sono esterofili. Tra i 'non fruitorì spiccano 'i distrattì, in gran parte giovani che dichiarano di annoiarsi visitando una mostra o un museo e che sono appunto concentrati su altre forme di intrattenimento. Gli 'insoddisfattì sono generalmente persone anziane che vorrebbero servizi maggiori. Ci sono anche i non fruitori 'tecnologicì, compresi nella fascia di età 25-44, che sottolineano la necessità di una comunicazione più incisiva e maggiori informazioni. Infine, i 'ventre mollè: persone nella fascia di età 44-65 che chiedono nelle strutture museali ed espositive maggiori servizi di accoglienza.