Il documento di Palazzo Chigi. Poi la precisazione: è stata solo ribadita la fiducia nel prefetto Secondo Alemanno "lUnesco potrebbe ridefinire meglio i confini del sito archeologico" Una lettera per dire chiaramente che «Mario Monti ha confermato la propria fiducia al commissario per il superamento dellemergenza ambientale a Roma, Giuseppe Pecoraro e gli ha chiesto di portare avanti nellesercizio pieno dei suoi poteri il suo mandato». Firmato Antonio Catricalà, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. È questo il contenuto della lettera con la quale Palazzo Chigi avalla la scelta di Corcolle portata avanti da Pecoraro fin dallo scorso ottobre. Una lettera però che, quasi provando a frenare la protesta in arrivo su questa scelta, avverte che «il commissario saprà salvaguardare con le opportune opere le falde acquifere e evitare altre forme di inquinamento dellambiente, assicurandosi che nella discarica venga depositato solo materiale già trattato». Tutti tranquilli, dunque? Nemmeno per sogno, viste la pesante contrarietà del ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi che ieri, per mezzo pomeriggio, è stato sul punto di dimettersi. Poi, dopo un colloquio proprio con Catricalà, Palazzo Chigi ha precisato che ieri «è stata solo ribadita la fiducia al prefetto Pecoraro». Come a dire che non sono né Monti né il sottosegretario alla presidenza del Consiglio a decidere dal punto di vista giuridico se Corcolle debba diventare o meno una discarica. Ma questa non è lunica precisazione che arriva dopo lannunciato via libera. A intervenire, in serata, è stato anche il ministro dellInterno Anna Maria Cancellieri che, pur esprimendo «apprezzamento» per la conferma della fiducia del Governo a Pecoraro, ha spiegato che, «tenuto conto della delicatezza dei temi portati allattenzione pubblica dai ministri Ornaghi e Clini, si ravvisa lopportunità che largomento debba essere oggetto di approfondimento in Consiglio dei ministri». Quasi a dire che non è finita qui, che lavallo di Monti avrà comunque bisogno di una discussione in seno al governo. Anche perché la scelta è di quelle che si portano dietro una serie di conseguenze politiche, a cominciare dalle dimissioni di Andrea Carandini da presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali. Pecoraro, insomma, dovrà aspettare prima di convocare la nuova conferenza dei servizi, procedere allesproprio della cava e dare il via alla gara dappalto europea per la costruzione e la gestione della discarica. Inoltre su tutto il progetto pesa, almeno simbolicamente, il giudizio dellUnesco che si riunirà a giugno per discutere se mantenere o meno Villa Adriana tra i beni patrimonio dellumanità. E intanto, secondo Gianni Alemanno, proprio lUnesco «sarebbe disponibile a riperimetrare il confine del vincolo a Villa Adriana. È un fatto importante perché, se la discarica fosse collocata allinterno del perimetro, da un punto di vista internazionale sarebbe una cosa molto pesante». (m.fv.)