I volontari del Touring aprono al pubblico larea archeologica, ecco tutto quello che cè da scoprire Quante sorprese sotto la basilica: dalle epigrafi del IV secolo allara votiva dedicata a Ercole, protettore dei commerci Aspetto umile ma storia densissima per una delle basiliche più complesse della città. La piazzetta si apre su corso di Porta Romana e la chiesa quasi neppure si percepisce, tanto poco attira gli occhi del passante distratto. Eppure bisognerebbe fare più attenzione a questo luogo carico di storia che si è stratificata nei secoli tra le sue pietre: la basilica, nata 1.700 anni fa, è ledificio più antico di Milano, edificata poco prima di SantAmbrogio e sempre di fondazione ambrosiana, intitolata ai Santi Apostoli e a San Nazaro. E da poco i volontari del Touring Club, quelli di "Aperti per voi", hanno reso possibili le visite ai resti archeologici. «Permettono di entrare in contatto con lantichità delledificio e gli restituiscono spessore storico» spiega Valeria Gerli, archeologa e curatrice dei pannelli espositivi del percorso. Già entrando si resta un po attoniti dallaspetto di questa strana basilica: allingresso è stato sovrapposto il cinquecentesco Mausoleo Trivulzio, progettato dal Bramantino, ma questa è tutta unaltra storia. Passando nei locali sotterrai delledificio (entrando sulla destra), che conservano le murature originarie di epoca ambrosiana, fa impressione vedere i blocchi di granito, in origine sarcofagi, che puntellano le fondamenta. Tutto corso di Porta Romana era zona cimiteriale e vicino a questa chiesa, che tradizione vuole conservi ancora nellaltare le reliquie degli Apostoli, in molti volevano farsi seppellire. E molto si seppellì, dal quarto secolo, quello della fondazione, al decimo. In unaltra area ora aperta al pubblico, la vecchia sacrestia romanica che si trova, invece, entrando sulla sinistra, cè il museo - lapidarium: conserva diverse testimonianze delle fasi più antiche della basilica, con una collezione di epigrafi paleocristiane. Tre le quali cè quella «di due coniugi di alto lignaggio, lui era ministro delle finanze, che appartenevano alla corte romana quando Milano divenne capitale dellimpero» spiega ancora Valeria Gerli. Interessante anche lara votiva dedicata ad Ercole «il cui culto in città era molto diffuso perché semidio protettore dei commerci, attività già a quel tempo cara ai milanesi». Questo reperto come molti altri fa parte dei materiali che furono estratti con le ruspe nel dopoguerra, scavando nel sottosuolo, su iniziativa del parroco di San Nazaro, don Villa: già negli anni '30 si era messo a cercare le forme paleocristiane della chiesa, poi ci fu la guerra e subito dopo si riprese con gli scavi. Molto di quel materiale ritrovato si può ora vedere grazie alla lungimiranza dellattuale parroco, don Claudio Nora, che molto si è battuto per arrivare a questo con un accordo tra parrocchia e Regione. E così San Nazaro è entrata come tappa del progetto più ampio del percorso "Milano antica", nato dalla collaborazione tra ministero dei Beni culturali e Museo Archeologico milanese. Allesterno della basilica, dietro labside, cè un piccolo cimitero anche questo ora visitabile ma la zona un tempo era molto più estesa di quanto non si vede ora. Tutti i tredici siti milanesi di "Aperti per voi" saranno visitabili con incontri guidati e musica anche la prossima domenica, in occasione del blocco del traffico.