Oltre a Ornaghi, anche il ministro dellAmbiente Clini contro la discarica di Corcolle. I dubbi di Alemanno e la rivolta dei comitati La presidente del Fai, Ilaria Borletti Buitoni: con la discarica la Villa è in grave rischio ROMA - Un ministro a un passo dalle dimissioni, un altro che si vede sconfessato dal premier, un terzo e un quarto che chiedono «un approfondimento in consiglio dei ministri», Palazzo Chigi costretto a precisare dopo aver dato il suo via libera. Fibrillazioni che non serano viste nemmeno per la riforma delle pensioni o per quella del lavoro. Ci voleva la spinosissima vicenda dei rifiuti di Roma a scuotere così il governo. E non è finita qui, visto che la scelta della prossima discarica della capitale, quella che dopo oltre 30 anni manderà in pensione lenorme pattumiera di Malagrotta, avrà unappendice in Cdm, come hanno chiesto ieri il ministro dellInterno Anna Maria Cancellieri e quello della Giustizia Paola Severino. In quella sede, il titolare dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi (che ieri è stato sul punto di dimettersi) potrà esprimere, affiancato dal collega dellAmbiente Corrado Clini, tutto il suo dissenso contro la scelta del prefetto di Roma e commissario ai rifiuti Giuseppe Pecoraro di costruire una discarica a Corcolle. Lì, nellestrema periferia est della Capitale, a 700 metri dalla fascia di rispetto che tutela Villa Adriana, cè una cava che, opportunamente impermeabilizzata, potrà accogliere quasi un milione di metri cubi di rifiuti trattati. «La discarica sarà temporanea e non durerà più di 2-3 anni», assicura la governatrice Renata Polverini, grande sponsor di Pecoraro. Ma due anni sono comunque troppi per chi, come Ornaghi e Clini, teme per le falde acquifere, per lacquedotto di Roma e per il destino del sito archeologico datato II secolo dopo Cristo, patrimonio dellumanità, al quale ora lUnesco potrebbe togliere il suo "sigillo". Il sindaco Gianni Alemanno ricorda come lorganizzazione dellOnu sta pensando di «riperimetrare il confine del vincolo a Villa Adriana. Se la discarica fosse collocata al suo interno sarebbe una cosa molto pesante». Intanto, in dissenso col governo, si dimette Andrea Carandini, presidente del consiglio superiore dei beni culturali. Ornaghi lo sta per seguire ma, a quel punto Palazzo Chigi (che due giorni fa aveva dato in una lettera lok a Pecoraro) precisa che «è stata solo ribadita la fiducia al prefetto». Come a dire che né Monti né il sottosegretario Antonio Catricalà «decidono se Corcolle debba o meno diventare una discarica». Clini è in Brasile e non parla ma la sua contrarietà lha espressa nel corso di questi mesi in cui a Roma si è cercato di risolvere una situazione che somiglia tanto a quella di Napoli. In difesa di Villa Adriana si schierano partiti e associazioni. La presidente del Fai, Ilaria Borletti Buitoni, è convinta che «la discarica distruggerà la Villa». E intanto sul web è iniziato il tam tam dei comitati: chi propone «la protesta bianca», e chi scommette: «Corcolle sarà la nostra Val Susa».
ROMA - La disfida dei rifiuti che scuote il governo
Il governo italiano è sotto pressione a causa della scelta di costruire una discarica per i rifiuti di Roma a Corcolle, una periferia est della Capitale. Il ministro dell'ambiente Corrado Clini e il ministro dell'interno Anna Maria Cancellieri hanno espresso il loro dissenso contro la scelta del prefetto di Roma e commissario ai rifiuti Giuseppe Pecoraro. La discarica sarà temporanea e non durerà più di 2-3 anni, ma due anni sono comunque troppi per chi teme per le falde acquifere, per l'acquedotto di Roma e per il destino del sito archeologico di Villa Adriana, patrimonio dell'umanità.
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