Il conservatore della storica biblioteca di Napoli accusato di concorso in peculato NAPOLI Anche don Sandro Marsano, il conservatore della biblioteca dei Girolamini, è indagato nell'ambito dell'inchiesta sulla scomparsa di molti volumi antichi. Nel corso delle indagini sul furto e la successiva vendita dei preziosi libri, i pm Michele Fini e Antonella Serio hanno iscritto anche il suo nome e quello di altri quattro persone nel registro degli indagati, con l'accusa di concorso in peculato. La stessa accusa formulata nelle scorse settimane nei confronti del direttore della struttura, Marino Massimo De Caro, per ottenere la rimozione del quale è stata organizzata una petizione. LE ACCUSE - Il procuratore aggiunto Giovanni Melillo è determinato a ricostruire chi e in che modo abbia trafugato i libri, malgrado le enormi difficoltà che l'inchiesta presenta. In quanto conservatore, Padre Marsano avrebbe dovuto adoperarsi per custodire i libri nel migliore dei modi. Secondo l'accusa, invece, non solo non lo ha fatto, ma ha avuto un ruolo nella sparizione dei volumi. Gli altri indagati sarebbero dipendenti della biblioteca. Dalle indagini è emerso in particolare che, con la scusa di sottrarre i libri ai tarli (problema di tutte le biblioteche, in particolare di quelle che conservano testi antichi) venivano spostati contemporaneamente grandi quantità di volumi; abitudine contraria a quanto accade in ogni biblioteca correttamente gestita, dove i libri vengono spostati a piccoli blocchi e per settore. L'INTERPELLANZA - Sul caso della biblioteca dei Girolamini, nelle scorse settimane un gruppo di una settantina di deputati del Pd, tra cui Luisa Bossa, hanno presentato un'interpellanza urgente al governo. Il ministro Lorenzo Ornaghi ha risposto dando conto, tra l'altro, dell'esito di alcune ispezioni disposte dal ministero, da cui è emerso «oltre alla non rendicontazione della contabilità speciale dal 1981 al 1994, la mancata compilazione e il mancato invio dei modelli 15 (ossia il prospetto riassuntivo delle variazioni intervenute nell'anno del materiale considerato immobile agli effetti dell'articolo 7 del Regolamento di contabilità generale dello Stato), omissioni che costituiscono una grave inadempienza da parte dell'Istituto, non solo per il controllo della corretta tenuta delle scritture inventariali, ma soprattutto per la custodia dei beni dello Stato».
NAPOLI - Furti ai Girolamini, Procura indaga padre Marsano
Il conservatore della biblioteca dei Girolamini, don Sandro Marsano, è stato accusato di concorso in peculato insieme ad altri quattro persone indagate nell'ambito dell'inchiesta sulla scomparsa di molti volumi antichi. Marsano, che è stato accusato di non aver custodito correttamente i libri e di aver avuto un ruolo nella loro sparizione, è stato iscritto nel registro degli indagati. L'inchiesta, condotta dai pm Michele Fini e Antonella Serio, ha rilevato che Marsano avrebbe dovuto adoperarsi per custodire i libri nel migliore dei modi, ma invece non lo ha fatto. Gli altri indagati sono dipendenti della biblioteca.
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