Adriano La Regina, i ricordi e i nuovi impegni. «Il domani? Consulenze in proprio» «Defenestrato» da un mese dall'incarico di sovrintendente archeologico che ricopriva da 28 anni, Adriano La Regina accenna al passato ma parla soprattutto dei suoi progetti: trasformare l'Istituto che adesso guida in un «consulente» per la pubblica amministrazione nel campo dell'archeologia. Un ruolo che, ancora una volta, potrà dare fastidio a qualcuno. L'Istituto nazionale di archeologia e storia dell'arte, fondato nel 1918 da Corrado Ricci con l'appoggio di Benedetto Croce, «ha per fine di promuovere e coordinare gli studi di archeologia e storia dell'arte medievale e moderna». Con La Regina, presidente, il suo cda enumera studiosi di prestigio quali Bonacasa, La Rocca, Guzzo, Toscano, Gandolfo, Zevi ed Emiliani. Ha sede in Palazzo Venezia. Dal 2003 agisce nell'ambito del diritto privato Il Museo geologico in largo di Santa Susanna in pratica è stato distrutto. E' stata una vergogna la decisione di smantellarlo Si vuole trasformare il palazzo del Poligrafico di piazza Verdi in un hotel con centro commerciale. Potrebbe diventare il Museo della Moneta Certo che il grande vaso cinese dei Ming o dei Qing - chi lo sa - potevano anche metterlo da un'altra parte. Ora Adriano La Regina, sovrintendente archeologico di Roma per 28 anni, «defenestrato» di recente, se lo trova davanti ogni volta che prende posto alla sua nuova scrivania, quella di presidente dell'Istituto nazionale d'archeologia e storia dell'arte. Dai busti degli imperatori romani, nel suo studio ai Fori, alle cineserie in una tetra stanza di Palazzo Venezia. Ma non basta: solo un'ubertosa sempreverde riesce ad equilibrare la noiosa retorica di un'allegoria fine Ottocento dell'Italia, appesa alle spalle del presidente, e di un ritratto -un po' più in là - di Corrado Ricci, fondatore dell'Istituto nel 1918 con l'appoggio di Benedetto Croce, ministro giolittiano della Pubblica Istruzione. Allora signor ex sovrintendente, che ne dice di quello che le è successo? «No, non voglio più rimasticare argomenti sul mio "caso". Alcune mie posizioni non erano gradite.... Io comunque penso di aver dato un contributo alla tutela dei tesori di Roma.... Il passato è passato, il mio periodo l'ho fatto». Come guarda al futuro? «A 67 anni qualcuno potrebbe dirmi: datte 'na calmata. Ma eccomi qua, a rilanciare questo Istituto». Che progetti ha, professore? «L'Istituto ha il compito di promuovere studi e ricerche ma anche di battersi per la conservazione e la tutela del patrimonio archeologico e artistico nazionale». Continuerà a fare le stesse cose.... «Noi dobbiamo promuovere, non esercitare la tutela: niente atti amministrativi. Tranquilli: nessuna possibilità di vincolare». Insomma, cosa farà in concreto? «Dal diritto pubblico questo Istituto passa ora al diritto privato, con la conseguente responsabilità di trovare autonomamente le risorse per la nostra attività». Professore cosa bolle nella sua pentola? Ha un'aria birichina, se permette. «Questo Istituto diventerà una specie di consulente nazionale per la pubblica amministrazione nei campi dell'archeologia e dell'arte. Comuni, province e enti pubblici che ora si rivolgono a studi e professionisti privati per pareri e consulenze potranno risolvere il loro problema con noi. E per di più gratis». Ma questa è concorrenza sleale: gratis. E perché? «Perché l'Istituto non ha scopi di lucro. Il Cda, me compreso, non è pagato, come i suoi dipendenti. Quindi...». Professore, lei ha la vocazione di dare sempre fastidio a qualcuno. Si rende conto di quali interessi va a toccare? «Macché fastidio. Daremo un aiuto alle amministrazioni senza sovrintendenti o a qualsiasi soggetto pubblico che necessiti di studi o pareri preliminari per decidere qualcosa». Viene in mente il dumping, le spietate leggi del mercato... «Bè? Oggi sui beni culturali si è creato un grande mercato. E c'è posto per tutti, anche per noi». Sono i tagli governativi alle spese a spingere anche vecchie istituzioni come quella che presiede ad un po' di maquillage? «L'orientamento politico è che ognuno deve cercare di fare da sé. Allora anche noi ci rimbocchiamo le maniche. Penso che avremo ottimi risultati, perché ci metteremo in campo professionalmente e con spirito di servizio». Qui a Roma c'è Zètema, l'impresa che si occupa di eventi culturali. L'Istituto diventerà uno sfidante? «No, perché Zètema è una struttura di servizio, noi di valutazione culturale. Un Comune vuole rilanciare le sue ricchezze culturali? Noi gli diamo i materiali adatti a progettare la sua sfida. E' una cosa affascinante». Farà concorrenza alle sovrintendenze? «No, certo. Ma sotto il profilo della consulenza scientifico-culturale daremo un servizio che spesso un piccolo Comune ha difficoltà ad avere. Per esempio, sulla rinascita di un centro storico: aiutiamo l'amministrazione a fare proposte che poi dovranno essere votate». A Roma cosa potrà fare ancora Adriano La Regina? «Ci sono tanti soggetti che dicono la loro, come l'Associazione abitanti del centro storico. L'Istituto dirà la sua, elaborando proposte culturali. E ciascuno farà la sua parte». Farà concorrenza a Italia Nostra? «Attenzione: si tratta di un'associazione, noi siamo un'istituzione scientifico-culturale che vuole tutelare 1'archeologia e l'arte». Professore, cosa pensa della linea di privatizzazione dei beni culturali, della vendita del patrimonio pubblico? «Forse si è un po' esagerato ad essere contrari. Qualche volta, in certe condizioni, può essere giusto vendere. Certo, dispiace rilevare il disinteresse per esigenze pubbliche di immobili, specie nel settore culturale che è più debole». Vuol fare qualche esempio? (Il professore si accende, il vaso cinese è a rischio). «Ce ne sono tanti! A Roma ci sono molte istituzioni culturali senza sede! Il Museo nazionale di Arte orientale è in affitto a Palazzo Brancaccio, anche all'Eur ci sono musei che pagano l'affitto. La stessa Biblioteca di Palazzo Venezia è sotto una specie di sfratto: traslocherà in una sede che ha la stessa capienza ridotta». Lei si agita, stia attento al Ming. «E si vuole trasformare il palazzo del Poligrafico di piazza Verdi in un hotel con centro commerciale! Potrebbe diventare il Museo della Moneta. E' una vergogna! Come è una vergogna lo smantellamento del Museo geologico a largo di Santa Susanna, praticamente distrutto». Sovrintendente, oh scusi, professore, sembra sempre lo stesso: è tornato in campo per combattere? «Il fatto è che l'organizzazione dei beni culturali è trascurata. Ho il dubbio che la classe dirigente abbia una sensibilità diversa dalla gente comune, che in proposito ha grandi aspettative».
Scandali tutela, le memorie dì Adriano
Adriano La Regina, ex sovrintendente archeologico di Roma, è stato nominato presidente dell'Istituto nazionale di archeologia e storia dell'arte. L'Istituto, fondato nel 1918, ha sede a Palazzo Venezia e ha il compito di promuovere studi e ricerche in campo archeologico e artistico. La Regina, che ha lasciato l'incarico di sovrintendente archeologico dopo 28 anni, ha accennato al passato ma ha parlato soprattutto dei suoi progetti per il futuro. L'Istituto sarà un consulente per la pubblica amministrazione in materia di archeologia e arte, e potrà offrire servizi di consulenza scientifico-culturale ai comuni e alle province.
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