Il bando lanciato dalla Provincia è scaduto lunedì: si fa avanti unAti romano-milanese La busta è ancora sigillata: una commissione dovrà valutare se è in linea con le richieste e con il progetto preliminare approvato SantOrsola, solo unofferta per il "project" del recupero dellex convento di San Lorenzo. Il bando lanciato dalla Provincia di Firenze alla fine dello scorso dicembre è arrivato al capolinea: i termini sono scaduti lunedì e a farsi avanti è stata solo unAti romano-milanese: unAssociazione temporanea dimpresa cioè, riferisce lassessore provinciale al patrimonio Stefano Giorgetti, tra la società Italiana costruzioni Spa (che è poi la mandataria) con sede a Roma e la Europrogetti e Finanza srl con sede a Milano. La busta contenente lofferta dellAti è ancora sigillata: la Provincia deve ora nominare la commissione che sincaricherà di aprire la busta e di studiare le carte per capire se lofferta è in linea con le richieste e il progetto preliminare approvato. Ma unofferta è pur meglio di niente. Ed è sufficiente ad avviare le procedure del "project" che, a meno che lofferta si riveli incoerente con le condizioni richieste, porteranno a lanciare la gara vera e propria, secondo le previsioni del direttore della Provincia Luigi Ulivieri, nel prossimo ottobre. Si stima che la ristrutturazione e la riapertura dei tre piani dellex convento, attesa da decenni, sia unoperazione da 36 milioni di euro. Così almeno cè scritto nel bando della Provincia. Quanto sia però la quota a carico del pubblico e quella sulle spalle del privato non è ancora deciso: «Dipenderà dai contenuti dallofferta, in teoria tutta loperazione potrebbe anche essere a costo zero per lamministrazione», si spiega dalla Provincia. Che è ricorsa al "project" proprio perché non aveva le risorse necessarie per affrontare un intervento del genere. Quale dovrebbe essere la nuova vita dellex convento, oggi ridotto ad uno scatolone di cemento abbandonato e fatiscente conficcato nel cuore del quartiere di San Lorenzo? Il primo piano, secondo il progetto preliminare approvato, dovrebbe ospitare per lo più gli uffici della Provincia, che oggi paga affitti salati per le varie sedi decentrate. E anche al secondo piano sono previsti uffici e una foresteria. Mentre al piano terreno troverà sede un auditorium da 250 posti, una palestra le attività sportive, una galleria commerciale e un presidio della polizia stradale. Lidea del progetto preliminare scommette però anche sulle corti interne. La più grande da trasformarsi in una vera e propria piazza "tra le mura", aperta alla vita del quartiere. La più piccola invece destinata ad accogliere una piscina. Al pianterreno, dopo tre-quattro anni di lavori, devono trovare casa anche alcuni spazi espositivi ed un monumento celebrativo di Carlo Lorenzini, lo scrittore di "pinocchio" nato proprio sotto le mura di SantOrsola, in via Taddea. Nel seminterrato, secondo il progetto, la gran parte dello spazio dovrebbe essere occupata dalla nuova sede del Liceo artistico. Mentre il piano interrato è destinato a parcheggio. «Dalla riqualificazione di SantOrsola dipende la riqualificazione dellintero quartiere e per questo abbiamo ritenuto di localizzare nellex convento funzioni pubbliche importanti, dalla piscina alla scuola e allo spazio espositivo», sostiene il presidente Andrea Barducci. Ma che ne sarà di SantOrsola quando la Provincia chiuderà i battenti? In quali mani finirà? Si tratta di una domanda al momento senza risposta.
SantOrsola non fa poi così gola per il project cè solo unofferta
La Provincia di Firenze ha lanciato un bando per il recupero del Convento di San Lorenzo, ma il termine è scaduto e solo un'offerta è stata presentata. L'offerta è stata presentata da un'associazione romano-milanesi, Italiana costruzioni Spa e Europrogetti e Finanza srl. La Provincia deve ora nominare una commissione per valutare se l'offerta è in linea con le richieste e il progetto preliminare approvato. Il progetto prevede la ristrutturazione e la riapertura dei tre piani del convento, con un costo stimato di 36 milioni di euro. La Provincia ha ricorsi al "project" perché non aveva le risorse necessarie per affrontare un intervento del genere.
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