Contro il Piano delle attività estrattive approvato dalla Provincia di Pisa in cui vengono individuati i siti per l'estrazione della sabbia, l'opposizione del Comitato "No alle cave, si all'agricoltura, al turismo, alla bellezza e alla pace" e del Movimento 5 stelle. Pronti al ricorso al Tar contro degli insediamenti che modificheranno indelebilmente una zona molto pregiata dal punto di vista naturale. La difesa dei Comuni della zona Si sollevano fra San Miniato e Palaia le proteste contro il Piano delle attività estrattive approvato dalla Provincia di Pisa. Un piano che prevede la creazione di nuove cave nei 2 comuni . A far levare la voce soprattutto l'individuazione di 3 nuovi siti nel Comune di Palaia. Siti che modificheranno indelebilmente la valle del Chiecina: un paesaggio verde dove negli anni sono nati agriturismi, sono rinate vigne, un luogo dove i tartufai danno la caccia al prezioso tubero bianco. Inevitabile dunque che la notizia di un piano che autorizza la creazione di nuove cave abbia destato sconcerto e proteste. Tanto che in pochi giorni è nato un comitato, Valle del Chiecina - No alle cave, si all'agricoltura, al turismo, alla bellezza e alla pace, anche su impulso del Movimento 5 Stelle di San Miniato, che ai primi di maggio sul suo blog ha denunciato le conseguenza che il piano porterà con sé. "La valle del Chiecina - spiegano i grillini - bene comune e area incontaminata meglio conosciuta come Barbinaia, segna il confine tra il Comune di San Miniato e quello di Palaia. E' un posto incantevole: colline, cipressi, olivi, poche case sparse e animali che la notte scendono ad abbeverarsi. Nei pochi agriturismi che si affacciano sulla valle arrivano ogni anno turisti da ogni capo del mondo per godersi questo paradiso della natura". Un incanto che "rischia però di essere seriamente compromesso a causa della realizzazione nella vallata di tre cave per l'estrazione di un milione di metri cubi di sabbia". E se il Piano è ormai approvato il Comitato non si dà per vinto, e dopo aver raccolto 200 firme contro questo "scempio ambientale", annuncia l'intenzione di ricorrere al TAR per fermare la realizzazione delle cave. Non prima di aver "ringraziato" quelle istituzioni individuate come responsabili: la Provincia, il comune di Palaia e quello di San Miniato che "senza nemmeno degnarsi di informare gli abitanti della valle, hanno così deciso di barattare tartufi e turismo con camion, ruspe, polvere e rumore. Tutti sapevano, nessuno ha detto niente". Ma il Comune di San Miniato respinge le accuse. E lo fa attraverso il suo assessore all'ambiente e difesa del suolo, Mariateresa Piampiani: "Il procedimento di individuazione dei nuovi siti di cava è di competenza provinciale, come definito dalle normative vigenti con l'approvazione del PAERP ( Piano Provinciale delle attività estrattive ed il riutilizzo dei residui recuperabili). Il Comune di San Miniato ha sempre sostenuto in tutti gli incontri istituzionali e politici con la Provincia il valore ambientale e paesaggistico della Valle del Chiecina per la presenza di aree tutelate da vari punti di vista: aree tartufigene, aree boscate e crinali". Tanto che il Comune è riuscito "a far togliere la previsione della nuova cava in quella valle, per la parte del territorio di San Miniato di cui è competente, evitando così non solo la cava ma tutti gli impatti conseguenti la realizzazione delle infrastrutture necessarie al suo funzionamento". Una richiesta che la Provinciah a accolto, respingendo poi la richiesta di un privato e di una società cooperativa di reinserimento dell'area nel Piano, sulla base del riconoscimento di Bucciano come area tartufigena. Minor fortuna hanno invece avuto le osservazioni presentate dal Comune di Palaia e da un raggruppamento di soggetti privati. Un'osservazione quest'ultima che sebbene giunta fuori dai tempi massimi di presentazione, è stata comunque valutata dalla Provincia. Tre le osservazioni in cui a spuntarla è stata Palaia, che hanno visto l'esclusione fra i siti individuati per le nuove cave di Val di Pulia, Case Pratalesi e Calvano: la prima in quanto avrebbe interferito con aree boscate non trasformabili. Mentre Case Pratalesi e Calvano sono stati depennati in quanto la loro inclusione avrebbe interferito con gli obiettivi urbanistici della zona, per la presenza di una produzione agroalimentare di particolare pregio e per l'eccessivo impatto visivo che avrebbe determinato. Un successo che però non si è replicato per Cambiati, dove l'unico passo avanti è stata la riperimetrazione del sito per escludere le zone indicate come tartufigene. Né per Podere San Giuseppe e Chidenone, per i quali la Provincia ha respinto la richiesta di eliminazione dal Piano delle attività estrattive, o di una modifica della perimetrazione, avanzata in previsione di un aumento del traffico pesante che le nuove cave porteranno inevitabilmente con sé. Nonostante la Provincia di Pisa, seguendo la linea rossa tracciata dalla Regione Toscana (titolare dell'individuazione delle aree su base geologica) abbia ridimensionato il piano originale, tenendo conto anche di una diminuzione della domanda di materiale estrattivo, legato in particolare alla crisi dell'edilizia, rispetto a quanto stimato dalla Regione nel Piano regionale delle attività estrattive, una ferita sta per aprirsi nella Valle del Chiecina. Una ferita che ha questo punto solo il Tar potrebbe evitare.
Palaia: tre nuove cave minacciano la valle del Chiecina. Scatta la protesta
Il Comitato "No alle cave, si all'agricoltura, al turismo, alla bellezza e alla pace" e il Movimento 5 Stelle di San Miniato hanno denunciato le conseguenze che il Piano delle attività estrattive approvato dalla Provincia di Pisa porterà sulla Valle del Chiecina. La valle è un luogo incantevole con colline, cipressi, olivi e poche case sparse, e arriva ogni anno turisti da tutto il mondo. Il Piano prevede la creazione di tre nuove cave per l'estrazione di un milione di metri cubi di sabbia, che modificheranno indelebilmente il paesaggio.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo