Un via libera autorevole, che arriva dopo la consegna al Presidente Monti di un dossier sul sito, redatto dai tecnici e dal dipartimento ingegneria dell'università di Tor Vargata. Clini, Ornaghi e Alemanno contrari. Polverini: "verso soluzione problema". I cittadini: "Agiremo secondo disobbedienza civile" Continua l'avanzata del Prefetto, Giuseppe Pecoraro, sul sito di Corcolle. Oggi ancora più forte, grazie alla lettera inviatagli dagli uffici di Palazzo Chigi, la quale sembra dia "parere positivo" alla collocazione della discarica che sostituirà Malagrotta. Proprio qui, a 700 metri da Villa Adriana ed in un territorio colmo di vincoli archeologici ed idrogeologici. Un via libera autorevole, che arriva dopo la consegna al Presidente Monti di un dossier sul sito, redatto dai tecnici e dal dipartimento ingegneria dell'università di Tor Vargata. Venerdì si terrà l'incontro a Palazzo Chigi, tra il commissario ed il sottosegretario, Antonio Catricalà, a cui da Mario Monti è stato dato mandato per la risoluzione della questione. Proprio in questa occasione potrebbe chiarirsi la posizione dell'esecutivo. I COMITATI - "D'ora in avanti agiremo secondo disobbedienza civile". Così i cittadini appartenenti della Rete "Uniti contro le discarica", dopo la grande manifestazione di sabato scorso. Stanchi e amareggiati per la direzione che sta prendendo questa situazione, si dicono "disposti a tutto". Sempre dalla stessa piazza, il comitato Zero rifiuti Corcolle si diceva fiducioso sulla scelta di Monti "perchè mai avrebbe accettato di fare una figuraccia in Europa", visto anche l'esito dell'audizione dei cittadini alla Commissione europea qualche giorno fa. Circa cento europarlamentari invieranno una lettera al Presidente del Consiglio con una richiesta di veto su Corcolle. Un'iniziativa nata da Guido Manila, europarlamentare da sempre a sostegno di questa lotta, che porta all'attenzione di Monti tre principi fondamentali del "fronte del no": il vincolo Unesco, la partecipazione dei cittadini nella scelta del sito, e la difesa del territorio ed aziende dell'agro-romano. In serata ci sarà una grande assemblea pubblica in cui tutti i comitati decideranno come riorganizzarsi in vista di nuove contestazioni contro la discarica di San Vittorino-Corcolle. ISTITUZIONI - Resta salda la contrarietà dei ministri dell'ambiente Clini e della cultura Ornaghi e del sindaco Gianni Alemanno, secondo i quali una discarica in questo territorio sarebbe impraticabile, proprio per la presenza dei vincoli archeologici, paesaggistici ed idrogeologici. "Credo debba esserci un'ultima riunione per capire perché è stato preferito Corcolle a Pian dell'Olmo, quali sono stati i parametri - ha speigato Alemanno - Attendiamo una comunicazione ufficiale che ci spieghi questa scelta, su cui faremo delle osservazioni". Lo ha dichiarato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a margine dell'inaugurazione della nuova Casa Italo all'interno della Stazione Roma Tiburtina. "Riteniamo più fruibile Pian dell'Olmo - ha ribadito il sindaco - Questo non significa che vogliamo tenere un atteggiamento ostruzionista, vogliamo capire, insieme ai ministri Clini e Ornaghi, perché si preferisce Corcolle a Pian dell'Olmo. Corcolle è un sito delicato da tanti punti di vista, perciò bisogna essere molto cauti in questo tipo di scelte". Di altro avviso invece, la governatrice del Lazio, Renata Polverini: "Si va verso una soluzione di questo problema, finalmente. Ci sarà una conferenza dei servizi e mi auguro che finalmente si possa andare avanti". "Anche perché - ha aggiunto Polverini - abbiamo perso tempo prezioso come abbiamo sempre sostenuto. Quella è una discarica provvisoria e sarà tanto più provvisoria quanto saremo celeri noi nell'individuare una soluzione definitiva. Se così fosse, comunque, siamo sereni perché vorrebbe dire che le pedine cominciano ad andare al loro posto e si può veramente evitare l'emergenza nella Capitale". "Ma il presidente del Consiglio Monti da chi è consigliato?", si interroga l'europarlamentare e capo delegazione Idv, Niccoló Rinaldi, commentando la lettera di Palazzo Chigi al prefetto Pecoraro. "Le informazioni sulla proprietà del sito date con reticenza dal prefetto-commissario confermano i sospetti di poca trasparenza. Chiudere Malagrotta e aprire Corcolle vuol dire perseverare diabolicamente nell'errore", ha concluso Rinaldi che sulla vicenda di Corcolle ha altresí preannunciato l'invio di un'interrogazione urgente. LA DECISIONE DEL TAR Potrebbe arrivare da qui l'ennesimo stop a Pecoraro su Corcolle. L'azienda svizzera (Brixia Verwaltungs), proprietaria del suolo dove dovrebbe sorgere la discarica, ha infatti effettuato ricorso al Tar. L'ente ha chesto al ministero dell'Ambiente i motivi del "no" su Corcolle,concedendo trenta giorni di tempo per depositare "documentati chiarimenti" circa gli elementi contrari. La trattazione dell'udienza differita alla Camera di consiglio, è prevista per il 20 giugno. di Veronica Moreno