Dopo il crollo del cornicione il terremoto. Per la chiesa di San Maurizio a Mantova non c'è pace. Sull'archivolto delle cappelle di San Getano e Santa Margherita, infatti, sono comparse delle crepe evidenti e sul pavimento sono stati rinvenuti frammenti di intonaco. Particolari emersi ieri durante il sopralluogo della sovrintendente Giovanna Paolozzi Strozzi nell'edificio religioso di via Chiassi progettato all'inizio del '600 da Antonio Maria Viani. Un'ispezione organizzata proprio per valutare eventuali danni causati dal sisma. «Allo stato attuale - ha spiegato la sovrintendente - è quanto mai urgente e necessaria una revisione statica del monumento. Va controllato lo stato di statue, stucchi, affreschi e altri aspetti. A volte possono formarsi delle crepe nei muri che non risultano immediatamente evidenti esternamente. Servono ovviamente fondi e, per questo, facciamo appello anche alla sensibilità dei privati. La mia intenzione è arrivare a riaprire questa chiesa al pubblico, la sua chiusura rappresenta infatti una ferita per il nostro patrimonio artistico». La sovrintendente, che ieri era accompagnata dal geometra Massimo Piccoli dell'Ufficio Tecnico della Sovrintendenza e dalla fotografa Emanuela Pezzi -ni, assistente scientifico della Sovrintendenza, per far fronte all'emergenza chiederà inoltre di poter accedere ai fondi regionali che saranno destinati per il terremoto. Nella chiesa, oltre alle criticità rappresentate da diverse macchie di infiltrazioni alle pareti, risulta in stato di degrado tutta la zona dell'organo.