Nella pinacoteca opere di Caracciolo e Ribera In biblioteca quindicimila volumi Oggi da mezzogiorno lingresso è libero Da domani si pagherà un biglietto di 5 euro La navata di San Severo a Pendino a via Duomo fungerà solo da anticamera, alle 11, per le dovute presentazioni istituzionali. Gli occhi però saranno tutti rivolti a palazzo Como, lelegante edificio rinascimentale adiacente, e alle porte del museo civico che custodisce, riaperte oggi al pubblico dopo 14 anni. «Il museo della città e per la città», come amava definirlo Gaetano Filangieri, suo fondatore nel 1888, aggiunge con la sua re-inaugurazione un ulteriore tassello alle aperture straordinarie in centro storico per il Maggio di monumenti, dopo i restauri della basilica di San Giovanni Maggiore e il convento di San Domenico. La struttura, che si estende per oltre mille metri quadri su due piani, riapre grazie a 600 mila euro di finanziamenti regionali straordinari, parzialmente utilizzati per restauri di alcune opere e messa in sicurezza del pianterreno. «Era dal 1998 che aspettavamo questo giorno - dichiara Gianpaolo Leonetti, soprintendente al Pio monte di misericordia e direttore della Fondazione Filangieri, che gestisce il museo - Ora siamo pronti ad investire i fondi rimanenti per gli ultimi rimaneggiamenti» . Alla conferenza di San Severo prenderanno parte Fabrizio Vona, soprintendente al polo museale napoletano, Caterina Miraglia e Antonella Di Nocera assessori alla Cultura, rispettivamente alla Regione e al Comune. Attesi il presidente della Regione Caldoro e il sindaco de Magistris. Da mezzogiorno sarà possibile visitare gratuitamente le esposizioni in mostra (da domani il prezzo del biglietto sarà di 5 euro, info 081 749 9305), assieme alle guide specializzate di "Progetto museo". Già a pochi passi dallingresso se ne può ammirare la pinacoteca, con tele del barocco napoletano di Andrea Vaccaro, Battistello Caracciolo e lo "Spagnoletto" Giuseppe Ribera. Interessante anche la collezione di medaglie e avori, proprio accanto allarsenale di armi e armature sette-ottocentesche provenienti da Cina, Giappone e Turchia, collezionate da Carlo Filangieri (padre di Gaetano), che ricoprì la carica di ministro della guerra durante il regno di Francesco II di Borbone. A gruppi di venti persone per volta, si potrà accedere al piano superiore, nella cosiddetta sala Agata che ospita la biblioteca di famiglia con oltre 15 mila libri e manoscritti dal Duecento al primo Novecento, incluso il carteggio privato di Gaetano senior (il più celebre forse dei Filangieri illuministi e nonno dellomonimo fondatore del museo) con Benjamin Franklin. Il museo rimarrà aperto con certezza fino a fine luglio. «I problemi di gestione, soprattutto economica, restano», spiega Leonetti. E aggiunge: «Siamo candidati per ottenere finanziamenti Unesco per gli interventi sul centro storico, e contiamo di mantenere funzionante la struttura in maniera permanente. Per ora speriamo solo nellappoggio e nellentusiasmo dei cittadini» .