Ignorata la giunta: gli «artisti» traslocano a palazzo Citterio L'avevano promesso e hanno mantenuto. Gli "artisti" di Macao si sono trasferiti. Questa volta hanno occupato un palazzo del '700 in pieno centro, destinato alla Grande Brera. Un progetto ora «a rischio» anche secondo l'assessore alla Salvini: «Rischiamo il caos». Stefano Boeri, fino a oggi sempre vicino ai ragazzi del collettivo nato in via Galvani, tanto da provocare le proteste di Riccardo De Corato : «I ragazzi ormai occupano seguendo i consigli della giunta». Lo avevano promesso: occuperemo ancora. E il popolo di Macao, almeno lui, ha mantenuto la parola. Stavolta a essere colpito è il cuore della città, Brera, per la precisione Palazzo Citterio, una dimora storica della seconda metà del Settecento che rientra nel progetto Grande Brera. Un blitz improvvisato nel primo pomeriggio, che era nell'aria già dal mattino, quando dalla Torre Galfa era iniziata la smobilitazione. La marcia di Macao è breve ma incisiva, dalla Torre alla metropolitana, per spuntare in Brera con adesivi, cartelli e striscioni da attaccare nell'edificio. All'interno l'atmosfera è quella del collettivo studentesco che occupa per evitare l'interrogazione, con gente che tira fuori chitarre e palline da giocoliere. Ma dietro la superficie del "cazzeggio" si intravede un movimento convinto (non compatto) alimentato dalla voglia di risvegliare Milano. L'impressione è che l'euforia prodotta dalla ventata arancione di Pisapia sia passata lasciando l'amaro in bocca. Le tante promesse del «nostro sindaco» sono state evase e «il nostro Giuliano» ha indossato in tempi record l'abito del politico comune. La storia di Palazzo Citterio è lunga e complessa. Nel 1972 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali lo compra per un miliardo e 148 milioni di lire dal demanio con l'intenzione di trasformarlo in polo per le attività espositive. I lavori di adeguamento restano fermi fino a metà degli anni Ottanta, quando l'architetto inglese James Stirling (1986) presenta un progetto per l'insediamento nel palazzo di un museo ad ampliamento della Pinacoteca di Brera. Verrà realizzato solo in parte. Nel 2008 il bando di gara per il progetto «Brera in Brera» (che prevedeva il trasferimento dell'Accademia di Belle Arti tra Palazzo Citterio e il campus di Bovisa, e l'allargamento della Pinacoteca) viene vinta da Mario Bellini e Associati, ma subito dopo la gara si scopre che non ci sono i finanziamenti e che il trasferimento dell'Accademia non è un atto automatico. Il 30 dicembre 2009 il governo affida a Mario Resca il compito di realizzare Grande Brera anche in vista di Expo 2015. La prima mossa di Resca è nominare un coordinatore responsabile, tale Mauro Della Giovampaola, che in quel momento è il "coordinatore dell'unità tecnica di missione per la realizzazione delle infrastrutture per le opere per i 150 anni dell'Unità d'Italia". Questa joint venture permette a Grande Brera di entrare nel programma dei 150 anni e di accedere a un finanziamento di 52 milioni di euro. Poi succede che Della Giovampaola, il 10 febbraio 2010, finisce in galera nell'ambito dell'inchiesta dei magistrati fiorentini sugli appalti per il G8 alla Maddalena; ma questa è un'altra storia. Sta di fatto che Palazzo Citterio, indicato come punto di svolta per la riqualifica, resta inutilizzato. «Questa occupazione mette a rischio il progetto della Grande Brera», dichiara l'assessore comunale alla cultura, Stefano Boeri, che in un primo momento aveva annunciato il silenzio stampa per i fatti di Brindisi. «Il mio è un appello a ricredersi, a lasciare libero lo spazio. Dopo 20 anni si era trovato un accordo su un progetto basato su un finanziamento di 23 milioni di cui 12 stanziati per il recupero di una prima fondamentale parte di Palazzo Citterio», così da far iniziare entro l'autunno i bandi di gara e i lavori per la prossima primavera. Cosa che non accadrà se Macao terrà duro. «In un anno con Pisapia, record di occupazioni abusive, aumento reati, raddoppio presenze rom», commenta il capogruppo della Lega in Comune, Matteo Salvini. «Basta buonismi e sgomberi subito, o sarà il caos».