La direttrice Pasqua Recchia: «Peggio di quanto mi aspettavo». MONITORAGGIO I tecnici romani al lavoro con vigili e Protezione civile In programma nuovi controlli Nicola Bianchi LA CHIESA di San Paolo a Mirabello, la Torre dei Modenesi, la Rocca e il Duomo a Finale Emilia, l'imponente Castello Lambertini a Poggio Renatico, il Municipio a Sant'Agostino: è grave, ma ancora da quantificare dice il direttore generale del Paesaggio, Beni storici, artistici, architettonici del Ministero della Cultura, Antonia Pasqua Recchia , il bilancio dei danni provocati dal terremoto che ha colpito l'altra notte il vasto territorio da Modena a Ferrara, disseminato di rocche, manieri, chiese, edifici storici. Al momento, la zona più colpita, è quella di Finale Emilia. Oltre alla Torre, è crollato l'intero mastio della Rocca Estense, costruita dal grande architetto Bartolino da Novara nel 1402 su fortificazioni medievali. Danneggiate gravemente le chiese della Buonamorte (la navata centrale), del Rosario, dell'Annunciata, risalenti al XVI e XVII secolo, nonché il Duomo cittadino, opera quattrocentesca. TANTE anche le chiese nel Ferrarese che non hanno retto alla forte scossa sismica a partire da quelle di San Paolo a Mirabello, della vicina San Carlo e di Buonacompra di Cento. Gravemente danneggiati i campanili di Casumaro e di Sant'Agostino i quali potrebbero rischiare di crollare da un momento all'altro. «In tutti questi casi riprende il direttore generale si tratta di edifici di rilevante interesse storico e artistico. I nostri tecnici che stanno effettuando controlli con i vigili e la Protezione civile hanno il compito anche di monitorare il patrimonio mobile di questi edifici di culto, vale a dire pale, arredi, decori». A Ferrara, invece, dov'è stata fortemente danneggiata la Torre dei Leoni e anche diverse stanze all'ultimo piano, è stato dichiarato inagibile l'Archivio e chiusi il Museo Archeologico e la Pinacoteca, così come la Galleria Estense a Modena. In equilibrio instabile è il municipio di Sant'Agostino, la cui facciata pericolante è rimbalzata su tutti i siti e tv: nelle prossime ore potrebbe essere deciso l'abbattimento. IL SINDACO Fabrizio Toselli, durante i sopralluoghi di ieri pomeriggio con il presidente della Regione Vasco Errani e con il prefetto Franco Gabrielli, si è lasciato sfuggire un laconico: «Se non viene giù da solo dobbiamo abbatterlo». IL TERREMOTO non ha risparmiato nemmeno la Torre dell'Orologio del castello Lambertini a Poggio Renatico, di fondazione medievale, ricostruito nel 1475 a opera di Egano Lambertini e quindi nel corso del '500 modificato per ingentilire l'austera struttura di carattere difensivo. Il castello divenne così un palazzo e oggi è sede del Comune. I NUMERI 2.000 TERREMOTI Sono quelli registrati ogni anno dai vari strumenti, spesso sono scosse che non vengono avvertite dalla popolazione 3 MILIONI Gli italiani che abitano in zone ad alto rischio sismico. Fanno parte di 725 Comuni. La Regione con la superficie maggiore è la Sicilia 21 MILIONI Le persone che vivono nei 2.344 Comuni a rischio medio. In totale le zone a più elevata pericolosità sono il 50 del nostro territorio 12 MILIONI Le abitazioni nelle zone a rischio sismico, in sei milioni di edifici. Si tratta di fabbricati costruiti soprattutto fino agli anni Ottanta VITTORIO SGARBI, critico d'arte: «È stata duramente colpita nei suoi gioielli una terra ricca di profeti visionari della storia dell'arte, qui vocata a una dimensione surreale» GIAN VITO GRAZIANO, presidente del Collegio nazionale geometri: «I Comuni devono agire sulla prevenzione sismica e sul dissesto idrogeologico» CARISBO E BANCA CR FIRENZE stanziano 50 milioni per il ripristino di strutture danneggiate Moratoria fino a 12 mesi sulle rate dei mutui ARMANDO ZAMBRANO, presidente Consiglio nazionale ingegneri: «Va istituito al più presto il 'fascicolo del fabbricato' per pianificare interventi».