Artioli: evitiamo azioni di forza «Entro luglio sarà pubblicato il bando di gara per il restauro». Quante volte è stata annunciata la svolta? Il ministero per i Beni culturali la prometteva già nel 1972, quando acquistò la dimora settecentesca dalla famiglia Citterio: «Qui nascerà un museo per l'arte contemporanea con le collezioni Jucker e Jesi...». Quarant'anni dopo, rieccoci al principio. Progetti e burocrazia: «Una task force sta lavorando alla procedura di valorizzazione spiega il soprintendente Alberto Artioli . Abbiamo denunciato l'occupazione, ora aspettiamo la decisione delle forze dell'ordine. Premetto: sarebbe meglio evitare azioni di forza. O meglio: non vorremmo innescare un contenzioso proprio adesso che sta per decollare il piano di recupero funzionale dell'edificio». Via Brera 12-14, tenuta nobiliare vuota e decadente, due piani sotto terra e tre sopra, pareti affrescate, mobili di design e un parco confinante con l'Orto botanico. Il Demanio spese un miliardo e 148 milioni di lire, nel 1972, per entrare nel complesso. Il regista dell'operazione fu il soprintendente Franco Russoli, primo ideologo della Grande Brera sull'asse Palazzo Citterio, Accademia e Pinacoteca. Dieci anni dopo, nel 1982, la ristrutturazione degli architetti Ortelli e Senesi non era ancora finita. I soldi sì. Per dirla con Aldo Bassetti, il presidente degli Amici di Brera: «Palazzo Citterio è un simbolo di inettitudine e incapacità decisionale della pubblica amministrazione». E una storia di false partenze e promesse tradite. Anno 1984: palazzo Citterio apre le porte al maestro Alberto Burri e le richiude dietro gli ultimi visitatori. Anno 1986: la Fondazione San Paolo investe 21 miliardi di lire nel restyling di James Stirling, l'artefice dell'espansione della Staatsgalerie di Stoccarda, ma l'entusiasmo del momento si perde e il Palazzo resta isolato dalla Pinacoteca. E veniamo così a tempi più recenti, ai tentativi dei vari ministri, all'incarico affidato all'architetto Mario Bellini e al commissariamento abortito dopo gli scandali. «L'isola dei porci» di Paul McCarthy, la retrospettiva organizzata dalla Fondazione Trussardi, è l'ultima prova dell'esistenza di palazzo Citterio. Risale ormai al luglio 2010. La svolta, si diceva, è stata ripromessa dal ministro Lorenzo Ornaghi il 23 marzo scorso. Il Cipe ha stanziato 23 milioni per Brera e per «il completamento del restauro e il ripristino edilizio» di palazzo Citterio: «I lavori? Primavera 2013». Gli spazi occupati dal laboratorio Macao sono destinati a un salone per mostre temporanee e all'esposizione permanente delle collezioni di Brera (oggi relegate nei depositi).
Milano, palazzo Citterio. Museo incompiuto da quarant'anni. Subito il restauro
Il Palazzo Citterio, un complesso storico a Via Brera 12-14, è stato oggetto di numerose promesse di restauro e valorizzazione. Il Demanio ha acquistato il complesso nel 1972 con un budget di 1,148 miliardi di lire. Tuttavia, i lavori sono stati interrotti e ripresi più volte, con diverse promesse di completamento. Nel 2010, il ministro Lorenzo Ornaghi aveva promesso una svolta, ma i lavori non sono iniziati. Nel 2013, il Cipe ha stanziato 23 milioni per il restauro e il ripristino edilizio del complesso. Oggi, il complesso è ancora vuoto e decadente, con le collezioni di Brera relegate nei depositi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo