«È la nostra storia che se ne è andata», lo dice una signora bionda di fronte alle macerie della bellissima Rocca Estense di Finale Emilia (Modena), una cittadina dove il terremoto delle 4,06 della notte e la successiva scossa alle 15,20 del giorno dopo hanno causato i maggiori danni, e l'osservazione è tragicamente vera non solo per il territorio modenese, ma anche per quello di Ferrara, per molti paesi del bolognese. E altri danni sono segnalati anche in provincia di Reggio Emilia. Era dalla metà del cinquecento che in queste zone non si registrava un terremoto simile a questo. E così, oltre ai morti, ai feriti e ai danni devastanti alle fabbriche, alle case, alle infrastrutture dobbiamo registrare quasi l'azzeramento di un immenso patrimonio artistico e culturale I danni maggiori sono tra Sant'Agostino (Ferrara), Finale Emilia e San Felice sul Panaro (Modena) dove il sisma ha avuto il suo epicentro. Sono andate distrutte chiese, da quella rinascimentale di Sant'Agostino a quelle del sei-settecento, castelli, torri e rocche che in alcuni casi risalivano addirittura al tempo di Matilde di Canossa. Il bilancio dei danni, che coinvolge anche il centro storico rinascimentale di Ferrara, è ovviamente solo approssimato ma già ora appare devastante. Iniziamo un triste elenco dalla provincia di Modena. A Finale Emilia è crollata la trecentesca Torre dei Modenesi. Gravissimi danni anche alla Rocca Estense che risaliva ai secoli XIII-XV ed era stata restaurata appena l'anno scorso. La coeva Torre dell'Orologio ora è un mozzicone, praticamente due mura d'angolo e basta. Molto danneggiati anche il Duomo (antico e rifatto nel XVII secolo) e il seicentesco Palazzo Veneziani. Stesso discorso per San Felice sul Panaro: la Rocca Estense del XIV - XV secolo sembra bombardata, così come la chiesa principale che risale alla fine del Trecento. Danneggiata in modo forse irreparabile anche la cinquecentesca Torre dell'Orologio. Così come seri danni ha riportato la chiesa di Burana. Quello delle torri degli orologi è un destino comune: tanti orologi pubblici e le loro torri e campanili dal modenese al ferrarese, alla provincia di Bologna, sono stati colpiti, tutti fermi alle 4,06. Passiamo a Ferrara, la stessa città ha subito molti danni: dalla chiesa di Santa Maria in Vado la statua della Madonna è stata letteralmente lanciata sul sagrato, danni anche a quella di San Paolo e molti crolli di sovrastrutture, tegole e infissi, sono stati segnalati in parecchi palaci della zona centrale, quella delle costruzioni rinascimentali. Il Teatro Nuovo, edificato negli anni Venti del secolo scorso, è andato quasi del tutto devastato. «Si sono staccati persino i termosifoni e parti della tappezzeria», dice l'assessore alla Cultura Massimo Maisto, che parla di una «ferita irreparabile alla cultura». Se dal capoluogo si va in provincia, l'elenco dei danni al patrimonio culturale è lunghissimo. Solo gli esempi più rilevanti: a Poggio Renatico è in parte crollato il Castello Lambertini oltre a gravi lesioni alla chiesa principale, a Sant'Agostino è a pezzi la cattedrale costruita nel 1507 e il municipio ottocentesco pare demolito dall'interno con la dinamite. Una serie di chiese, costruite tra il Cinque e il Settecento da Buonacompra, a Mirabello, a Porotto, a Renazzo sono inagibili e a rischio demolizione. Anche la provincia di Bologna, almeno per quanto riguarda il territorio nella sua parte settentrionale, ha pagato un prezzo alto. Il campanile della chiesa centrale di Crevalcore è crollato, la grande croce che stava sulla vicina chiesa ora è tra i detriti nella piazza. Anche qui l'orologio pubblico è fermo su una torre in macerie. Danni contenuti alla seicentesca chiesa di San Giovanni Battista nel centro di San Giovanni in Persiceto con i suoi affreschi del Guercino, dell'Albani, del Gandolfi, in quella del Crocifisso una statua è stata sparata fuori da una nicchia andando a infrangersi al suolo. Ma tante chiese, magari più umili e più recenti, molte ottocentesche, hanno subito danni in tutto il territorio, forse la storia dell'arte non ne risentirà più di tanto ma la cultura locale sì, erano questi i templi dove le comunità un tempo rurali si sono radunate a ogni festa per secoli e i danni alle chiese, di Caselle, Palata Pepoli, San Venanzio di Galliera colpiscono prima di tutto le tradizioni della gente. Anche il territorio bolognese poi deve registrare crolli nelle sue storiche rocche: la Torre del castello di Galeazza è stata letteralmente decapitata dal terremoto, danni anche al castello di Ronchi.
Il Mattino
21 Maggio 2012
✓ Entità verificate
BOLOGNA - Giù torri, chiese e castelli cancellati secoli di storia.
MA
Marco Guidi
Il Mattino
Un terremoto di 4,06 gradi della scuola di Mercalli ha colpito la zona di Finale Emilia (Modena) e Ferrara, causando danni devastanti alle strutture e al patrimonio culturale. La Rocca Estense di Finale Emilia è stata gravemente danneggiata, mentre a Ferrara sono state distrutte chiese e palazzi storici. Altri danni sono stati segnalati in provincia di Reggio Emilia e Bologna. Il patrimonio artistico e culturale è stato colpito in modo devastante, con la perdita di chiese, castelli, torri e rocche.
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