La Torre dei Modenesi, la Rocca e il Duomo a Finale Emilia, l'imponente Castello Lambertini a Poggio Renatico, la chiesa di San Paolo a Mirabello, il Municipio a Sant'Agostino: è grave, ma ancora da quantificare, dice il direttore generale del Paesaggio, Beni storici, artistici, architettonici del Mibac Antonia Pasqua Recchia, il bilancio dei danni provocati dall'evento sismico che ha colpito all'alba il vasto territorio da Modena a Ferrara, disseminato di rocche, manieri, chiese, edifici storici. «La situazione dei beni culturali in quell'area è ancora più drammatica di quanto non emerga dalle immagini - prosegue il direttore generale - i nostri tecnici stanno affiancano i vigili del fuoco e la Protezione civile sui luoghi del sisma». Anche se, a Finale, i controlli nel duomo cittadino sono stati sospesi per garantire l'incolumità delle persone dopo la forte scossa che alle 15.18 ha fatto crollare definitivamente la Torre dei Modenesi. «Ci sono arrivate segnalazioni dalla zona di Carpi e i nostri esperti si stanno recando sul posto per valutare le condizioni di alcune chiese», aggiunge la Pasqua Recchia sottolineando che «una panoramica più precisa delle condizioni del patrimonio culturale nelle aree colpite, sarà possibile solo nelle prossime ore». Intanto, a Ferrara, dove sembrano esserci danni minori, è stato dichiarato inagibile l'Archivio e chiusi il Museo Archeologico e la Pinacoteca, così come la Galleria Estense a Modena. Al momento, la zona più colpita, dice la Pasqua Recchia, è quella di Finale Emilia. Oltre alla Torre, è crollato l'intero mastio della Rocca Estense, costruita dal grande architetto Bartolino da Novara nel 1402 su fortificazioni medievali. Danneggiate gravemente le chiese della Buona-morte (la navata centrale), del Rosario, dell'Annunciata, risalenti al XVI e XVII secolo, nonchè il Duomo cittadino, opera quattrocentesca più volte rimaneggiata (fino alla costruzione della facciata neoclassica ai primi dell"800), di cui sono crollati il timpano e la navata. Altre chiese che non hanno retto alla forte scossa sismica di stamani sono quelle di San Paolo a Mirabello e di Buonacompra, vicino a Cento. «In tutti questi casi - spiega il direttore generale - si tratta di edifici di rilevante interesse storico e artistico. I nostri tecnici che stanno effettuando controlli con i vigili e la Protezione civile, hanno il compito anche di monitorare il patrimonio mobile di questi edifici di culto, vale a dire pale, arredi, decori». In equilibrio instabile il municipio di Sant'Agostino, la cui facciata pericolante è rimbalzata su tutti i siti e tv, mentre è crollata la Torre dell'Orologio del castello Lambertini a Poggio Renatico, di fondazione medievale, ricostruito nel 1475 a opera di Egano Lambertini e quindi nel corso del '500 modificato per ingentilire l'austera struttura di carattere difensivo. Il castello divenne così un palazzo e oggi è sede del comune.
EMILIA ROMAGNA - Danni incalcolabili in Emilia anche al patrimonio culturale.
Il direttore generale del Mibac, Antonia Pasqua Recchia, ha descritto la situazione dei beni culturali in un vasto territorio da Modena a Ferrara dopo l'evento sismico che ha colpito all'alba. La zona più colpita è Finale Emilia, dove la Torre dei Modenesi, la Rocca e il Duomo sono stati gravemente danneggiati. Altre chiese, come San Paolo a Mirabello e Buonacompra, vicino a Cento, non hanno retto alla forte scossa. I tecnici del Mibac stanno effettuando controlli con i vigili del fuoco e la Protezione civile per valutare le condizioni dei beni culturali.
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