Chiuse molte sale, disagi e lamentele. La Cgil: mancano almeno cento unità per la sorveglianza del polo e dei siti archeologici "Ingiuste le nuove regole", protestano anche gli artisti di strada Doveva essere il giorno del trionfo della cultura. Una notte di musei aperti. E invece si è trasformata in una débacle totale, in una giornata da corazzata Potemkin. Lennesima per la cultura capitolina. Non solo i musei non sono stati aperti tutta la notte ma, addirittura, molte esposizioni del polo museale erano aperte solo in parte. Stanze sbarrate ieri, ad esempio, a Palazzo Barberini. Il motivo: manca il personale. La questione, spiega la Fp Cgil, va avanti da anni e rischia di mettere in ginocchio la capitale. «Il blocco del turn-over - ha detto Ugo Gallo, segretario del sindacato per Roma-Centro - ci ha ridotti allosso. Siamo alla prese con una gravissima carenza di personale. Mancano almeno cento unità nella vigilanza per il polo museale. In difficoltà anche siti archeologici e archivi di Stato. Una situazione che peggiora col passare del tempo. E che, sempre più spesso, ci costringe a chiudere alcune stanze nei musei». E se la Cgil lancia lallarme per musei e siti archeologici, unaltra cultura, quella di strada, ieri è scesa in piazza, a Santa Maria in Trastevere, per manifestare contro la delibera di Roma Capitale che limita quasi in toto gli spettacoli. «Non esiste in tutta Europa un provvedimento più restrittivo - ha spiegato Costantino Pucci del coordinamento romano artisti di strada - è proibito luso degli strumenti a fiato e a percussione, di qualunque tipo di amplificazione, sono ridotti drasticamente orari e spazi, con il rischio di multe da 500 a 1.500 euro e sequestro dellattrezzatura».