Carlentini. Quale sarà la destinazione dei reperti, tutti di inestimabile valore, custoditi nelle vetrine del museo paleontologico di piazza Cavallotti e donati alcuni anni fa dall'ispettore onorario ai beni culturali e attuale presidente dell'archeoclub Gaetano Failla? E' questo l'interrogativo che emerge tra gli appassionati di paleontologia, dal momento che il cancello di ingresso della casa museale continua a rimanere chiuso a doppia mandata. Fu l'allora sindaco Enzo Scamporrino, recependo la richiesta dell'ex sindaco Failla a concedere l'immobile dell'ex acquedotto per adibirlo a casa museo. Per qualche tempo la custodia della struttura era stata affidata ad alcuni lavoratori, impegnati nei progetti socialmente utili. Poi, evidentemente, si è pensato di spostarli in altri settori e non si è più pensato a incaricare altri di aprire al pubblico il Museo. Dopo essere per qualche mese rimasto aperto a periodi alterni, il nulla. Il paradosso è che il Museo è regolarmente indicato nelle guide turistiche del settore, anche perché ospita reperti di animali marini terrestri risalenti a 250 milioni di anni, due ammoniti, simili a due antiche lumache marine con quasi un metro di diametro, tutti donati, dal presidente della locale sezione dell'Archeoclub Failla, designato anche come direttore della struttura. In un apposito registro risultano apposte le firme dei visitatori, provenienti da ogni parte della Sicilia, che hanno anche avuto modo di ammirare nel piano superiore alcuni conci arenari lavorati, che facevano parte del portale dell'abbazia di Roccadia. Resta il fatto che sulle sorti del Museo, regna il nulla totale. Sarebbe a questo punto più dignitoso riconoscere l'impossibilità di conservare la struttura alla gestione pubblica e affidarlo ai privati, o, in maniera ancora più estrema, restituire al donatore il materiale lì conservato. Oppure ancora, affidarlo ad altri enti museali, riconoscendo francamente che a Carlentini la presenza di un Museo è superflua. Sono stati spesi denari pubblici e sono state sprecate risorse per poi finire sull'attuale binario morto. La cosa che più rattrista è che quanto è accaduto si è verificato nell'assoluta indifferenza collettiva. Né si capisce come si possa rianimare in tempi di vacche magre ciò che è andato perduto quando la situazione economica era ben diversa. Come se ciò non bastasse sgomento e perplessità serpeggiano tra la gran massa di cittadini anche per lo stato di assoluto degrado in cui versa l'ingresso della zona archeologica, dove i rifiuti la fanno da padrone. Come se ciò non bastasse la struttura è alla mercè di gente senza scrupoli, che potrebbero compiere incursioni criminali. 20052012
SICILIA - CARLENTINI - Che fine faranno i cimeli custoditi al suo interno?
Il Museo paleontologico di Carlentini, donato alcuni anni fa dall'ispettore onorario ai beni culturali Gaetano Failla, è stato chiuso a doppia mandata. Il museo, che ospita reperti di animali marini terrestri risalenti a 250 milioni di anni, è stato chiuso dopo essere stato aperto a periodi alterni. Il paradosso è che il Museo è regolarmente indicato nelle guide turistiche del settore. La struttura è stata spesa denari pubblici e risorse sono state sprecate, ma non si sa come rianimare il museo in tempi di vacche magre. L'ingresso della zona archeologica è in degrado e la struttura è alla mercè di gente senza scrupoli.
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