ROMA - Si dice comunemente "oasi", in senso metaforico, per dire un luogo di riposo, di pace, di tranquillità. E si dice Oasi, nel caso del Wwf, per indicare le 118 aree naturali protette con un' estensione totale di 37 mila ettari, dove si custodisce un patrimonio collettivo di habitat e biodiversità: alberi, piante, fiori, uccelli e altri animali a rischio di estinzione. Per festeggiare la loro Giornata nazionale, oggi saranno aperte gratuitamente in tutta la Penisola, insieme a 27 riserve del Corpo forestale dello Stato. Le Oasi del Wwf rappresentano il più grande sistema di aree protette privato d' Europa. Un "parco diffuso", insomma, dalle Alpi alla Sicilia. Ma anche un presidio per la salute e la sicurezza dei cittadini, contro l' inquinamento atmosferico, il riscaldamento del pianeta e il degrado del territorio. Questo è infatti un "polmone verde" che, insieme ai Parchi nazionali, contribuisce a difendere la qualità dell' aria, dell' acqua e del suolo dall' incuria o dallo sfruttamento dell' uomo. Ogni anno le Oasi sono frequentate da circa 400mila persone e almeno i due terzi sono giovani e studenti. È un' esperienza senz' altro istruttiva sul piano della conoscenza e del contatto con la natura, ma più in generale su quello educativo, sociale e culturale. Visite guidate, bacheche didattiche, osservatori specializzati, aiutano ad apprezzare questo inestimabile deposito di biodiversità, a comprenderne la funzione e l' utilità per la nostra stessa sopravvivenza. La sua gestione costa oltre tre milioni di euro, provenienti da enti pubblici, aziende, contributi e donazioni di privati, investimenti della stessa associazione. L' edizione 2012 della Giornata nazionale (il programma completo, regione per regione, è p u b b l i c a t o s u l s i t o www.wwf.it) si propone di raccogliere fondi per realizzare in particolare tre obiettivi concreti. Il primo è la costituzione di una nuova Oasi ad Arbus, in Sardegna, un paradiso naturale di dune sabbiose e macchia mediterranea, minacciato dal taglio dei ginepri secolari e dall' attraversamento dei fuoristrada. Poi, la bonifica dell' incantevole spiaggia che costeggia la Riserva naturale Le Cesine, nel Salento (Puglia), dove i rifiuti di ogni genere trasportati dal mare e mai rimossi hanno praticamente ricoperto la sabbia con uno strato di plastica, provocando gravi danni alla vegetazionee agli animali. E infine, il terzo obiettivo è quello di riforestare e riqualificare le zone umide dell' Oasi Golena di Panarella, in Veneto, un altro "caveau" di biodiversità sul Delta del Po, che d' inverno ospita oltre centomila uccelli migratori. Tre aree che rappresentano il simbolo di altrettante tipologie di coste, più importantie più vulnerabili: le dune, le zone umide e le foci dei fiumi (si possono donare 2 euro inviando un sms o chiamando il numero 45503 oppure, fino al 26 maggio, presso gli sportelli UniCredit). È proprio alle coste che il Wwf ha voluto dedicare in questa occasione un dossier, intitolato "Il profilo fragile dell' Italia" e consegnato nei giorni scorsi al ministro dell' Ambiente, Corrado Clini. Si tratta di un' emergenza nazionale, a cui generalmente si presta attenzione di fronte a incidenti, disastri o catastrofi, quando ormai è troppo tardi, ma che invece continua ogni giorno. Il patrimonio dei nostri8 mila chilometri di litorale è minacciato infatti da uno tsunami quotidiano di erosione costiera, degrado, cementificazione selvaggia, inquinamento da terra e dal mare che nell' ultimo secolo ha già spazzato via per sempre l' 80 delle dune a livello globale, distrutto il 42 delle spiagge di sabbia italiane e compromesso oltre il 50 delle nostre coste. Sicché oggi nel Belpaese meno del 30 dei litorali è rimasto allo stato naturale. Il Wwf ha raccolto in un decalogo le richieste essenziali presentate al governo: dall' estensione del vincolo paesaggistico sulle coste alla moratoria sulle nuove edificazioni. E poi, l' approvazione dei Master Plan regionali dei porti, una ricognizione sulle concessione degli stabilimenti balneari, la ratifica dei Piani di gestione per le aree costiere e marine della Rete Natura 2000, il pieno rispetto della Convenzione di Barcellona sulla fascia costiera e sulle aree protette, la bonifica delle aree industriali costiere inquinate, la gestione integrata delle acque, l' avvio di un Piano nazionale per le "infrastrutture verdi" e infine l' aumento delle risorse per maggiori controlli in mare e sulla costa. Sono 638 i Comuni costieri italiani, con una popolazione di quasi 18 milioni di abitanti che arrivano a 30 comprendendo la fascia dell' immediato entroterra. Ma la salvaguardia del mare e del litorale non riguarda soltanto loro. Anche noi, abitanti del "deserto urbano", siamo direttamente interessati e coinvolti. L' ambiente, il territorio, il paesaggio, appartengono a tutti
Porte aperte nelle cento oasi d' Italia Aiutateci a salvare gli ultimi paradisi
Oggi si celebra la Giornata nazionale delle Oasi del WWF, un sistema di aree protette private d'Europa che copre 37.000 ettari di habitat e biodiversità. Le Oasi rappresentano un "polmone verde" che contribuisce a difendere la qualità dell'aria, dell'acqua e del suolo. La loro gestione costa oltre 3 milioni di euro all'anno. Il WWF ha proposto 10 richieste al governo per salvaguardare le coste italiane, tra cui l'estensione del vincolo paesaggistico, la moratoria sulle nuove edificazioni e la ratifica dei Piani di gestione per le aree costiere. Le Oasi sono frequentate da circa 400.000 persone all'anno, tra cui molti giovani e studenti.
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