Una "bolla" del 992 apre a nuove ipotesi sul periodo di attività del porto romano RAVENNA. Il Gruppo archeologico ravennate (Gra) ha ripreso lo scorso fine settimana le operazioni di scavo archeologico subacqueo del condotto sommerso in via Chiavica Romea Vecchia a Classe, riportando alla luce reperti, elementi lignei (forse elementi di una "noria", una ruota idraulica), monete e ceramiche. «Straordinario interesse e stupore - afferma il presidente Giovanni Fucci - viene dal ritrovamento (a seguito di un intervento di bonifica lavori condotto nell'area della "Chiavichetta") di una "bolla plumbea" risalente all'imperatore bizantino Basilio II, che nel 992 d.c. definì un accordo commerciale con i veneziani per ridurre le tasse doganali, in cambio del trasporto sulle navi veneziane di truppe imperiali dall'oriente verso l'Italia meridionale».Per Fucci il ritrovamento di questa bolla plumbea, sorta di moneta-sigillo che accompagnava il carico di materiali trasportati dalle navi veneziane in partenza dal porto di Abido (antica città di Misia sulla riva sinistra del Nilo) «potrebbe significare che il porto di Ravenna era ancora operativo per le navi e le merci nel 992 d.c., mentre fino ad oggi si supponeva non più funzionale verso l'VIII secolo». A seguito di questo ritrovamento il Gra riproporrà per questo fine settimana due giornate di archeologia presso l'area degli scavi archeologici del condotto sommerso, dalle 8.30 alle 17). Oggi e domani i volontari del Gruppo daranno dimostrazione della loro attività: i somozzatori si immergeranno nella struttura sommersa, i setacciatori passeranno al vaglio il materiale archeologico, mentre alcuni esperti provvederanno ad esaminare i reperti per individuarne caratteristiche e datazione. Una specifica area verrà inoltre allestita all'interno del cantiere per garantire la massima sicurezza ai visitatori, che potranno visionare i reperti recuperati, un piccolo plastico del condotto e una piccola mostra con pannelli della storia del condotto. La due giorni dedicata agli scavi nella Classe dei primi secoli d.c. è promossa dai volontari del Gruppo archeologico ravennate sotto la direzione della Soprintendenza Archeologica dell'Emilia Romagna e con la disponibilità della Fondazione RavennAntica e Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.
RAVENNA - I sub recuperano un reperto-chiave
Il Gruppo archeologico ravennate (Gra) ha ripreso le operazioni di scavo archeologico subacqueo del condotto sommerso in via Chiavica Romea Vecchia a Classe, riportando alla luce reperti e elementi lignei. Tra i reperti trovati, una "bolla plumbea" risalente all'imperatore bizantino Basilio II del 992 d.c., che potrebbe indicare che il porto di Ravenna era ancora operativo in quel periodo. Il Gra riproporrà due giornate di archeologia presso l'area degli scavi archeologici, dalle 8.30 alle 17, con attività come la sommersione dei somozzatori, la setacciatura dei reperti e l'esame degli esperti.
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