Bedrone, presidente dellOrdine degli architetti: interventi molto costos Anni fa proponemmo un catasto che raccogliesse i dati strutturali di ogni immobile, ma i costruttori dissero che era un balzello Il 10 per cento delle case torinesi ha centanni o più, una su tre è stata costruita prima del 1945, quando il cemento armato non si usava ancora e il legno era tra i materiali più usati nelledilizia. Edifici antichi, spesso belli e pregevoli, altre volte no, concentrati perlopiù nel centro della città, che pochi hanno i soldi per rendere sicuri e che del resto nessuno si sognerebbe di abbattere: «Prendiamo via Garibaldi, o via Po: qualcuno si azzarderebbe a proporre di rifarle?», chiede, provocatoriamente, Riccardo Bedrone, presidente dellOrdine degli architetti di Torino. Architetto Bedrone, è possibile rendere sicuro un edificio costruito oltre un secolo fa, come quelli dove giovedì è scoppiato lincendio? «E molto costoso e la sicurezza non è comunque totale. I privati e le famiglie, specie in questo momento di crisi, difficilmente hanno il denaro per rifare gli impianti elettrici o restaurare con vernici ignifughe le parti in legno, o, ancora, inserire pareti e porte tagliafuoco che non rovinino la bellezza della casa». Dunque bisogna convivere col rischio-incendio? «Non dico questo. La Soprintendenza di Torino ha mostrato, a Palazzo Chiablese come a Palazzo Reale o ancora a Venaria, che si possono fare cose notevoli anche in edifici sontuosi e "intoccabili" ma costruiti senza nessun pensiero per la sicurezza. E da queste esperienze che bisognerebbe ripartire, promuovendo una campagna pubblica che diffonda tra i proprietari gli accorgimenti da usare se si vogliono conservare, per esempio, i soffitti a cassettone in un appartamento». Quali sono le caratteristiche più pericolose? «La struttura in legno dei tetti, e le solette tra un piano e laltro costruire con lo stesso materiale. E, naturalmente, impianti elettrici vecchi o "rattoppati". Anni fa proponemmo di creare un catasto che raccogliesse i dati strutturali di ogni edificio, ma i costruttori dissero che era lennesimo balzello sempre da loro, tuttavia, arriva un altro dato, e cioè che il 70 per cento delle case oggi non possiede requisiti di sicurezza sufficienti». Il pericolo è solo negli edifici storici? «No. Tra il 1945 e il 1970, e soprattutto dal 1960 in poi, a Torino si è costruito molto e affrettatamente Abbiamo comunque la fortuna di vivere in un paese e in una città dove cè attenzione a certe cose: a Copenaghen, nella civilissima Danimarca, le scale sono ancora in gran parte di legno».