Parla il soprintendente Stefano Gizzi: larea pedonalizzata non diventi un suk Il progetto Insula sta a cuore al Comune ma non possiamo far finta che si parta da una situazione di legalità Una città di abusi, regole aggirate, soprusi commessi proprio da coloro che le regole dovrebbero farle rispettare. Il soprintendente, Stefano Gizzi, dice basta e fa il punto, dalla scogliera gettata a mare per la Coppa America e non ancora rimossa, al progetto "Insula della Dogana" di Romeo, fino a Bagnoli e ai palazzi storici violati. Soprintendente cominciamo dal lungomare e dalla scogliera. La soprintendenza aveva dato un permesso temporaneo, per il periodo delle regate, ma la scogliera è ancora lì. «Infatti, la devono eliminare. Lasciarla lì è impossibile, contraddice il vincolo e sarebbe illegale. Sono già oltre i limiti. Subito dopo le gare il Provveditorato alle opere pubbliche doveva far pervenire al Comune uno studio meteo-marino, il Comune lo avrebbe dovuto studiare in un paio di settimane e inviarcelo. A noi tocca lultima verifica per decidere se lasciare la scogliera sottoflutto secondo anche un piano proposto dallassessore De Falco, che prevede il recupero del muro borbonico, o rimuoverla completamente. Ma non è arrivato niente. Il provveditore, Gianni Guglielmi prima delle regate ci ha assicurato che aveva già stanziato una grossa somma per la rimozione della scogliera, ci darebbe fastidio se a giochi fatti qualcuno cambiasse le carte in tavola». Come immagina il futuro del lungomare pedonalizzato? «Spero che il Comune abbia un progetto strutturato e razionale e che non diventi un suk, terra di chioschetti di nessuno. I bar allaperto vanno bene, come a Cadice in Spagna, con strutture non permanenti. Bisogna pensare poi anche a una soluzione alternativa per linverno. Insomma un conto è pedonalizzare via Roma, un conto è pedonalizzare il lungomare, che non si può lasciare come una striscia dasfalto vuota». E la Villa comunale? È in condizioni pessime e si annuncia un allargamento del cantiere al suo interno. «Abbiamo appena fatto un sopralluogo e abbiamo chiesto allAnsaldo di spostare le grate per gli impianti di areazione della metro dal centro delle aiuole vicino ad altri impianti tecnologici. Il vero pericolo, però, è che chiudano la Villa per anni. Loro parlano di qualche mese, ma io sono pessimista, temo tre o quattro anni. Già è un peso sopportare i cantieri». Rimanendo sulla linea del mare, cosa pensa del progetto Insula della Dogana, proposto da Romeo? «Romeo continua a sostenere di aver avuto tutti i permessi per costruire lhotel. Ma non è vero, questa è la città degli abusi conclamati. Solo un anno fa il Comune ci ha inviato il progetto dellalbergo. Cerano numerosi aumenti di volume e cose non realizzabili. Tra laltro il progetto è stato inviato con una procedura sbagliata, abbiamo chiesto di correggere la procedura, ma il Comune non ha mandato più nulla. Il progetto Insula sta a cuore al sindaco e noi non vogliamo intralciare decisioni autonome del Comune, ma non possiamo far finta che si parta da una situazione di legalità. O Romeo si mette a posto (e risana le violazioni urbanistiche e di paesaggio) o noi non possiamo dare le autorizzazioni». Lei parla di città degli abusi. Ci fa tre esempi? «Cito palazzi pubblici: Palazzo Orsini di Gravina, in via Monteoliveto, Palazzo Giusso in largo San Giovanni Maggiore, il palazzo dellAccademia di belle arti in via Costantinopoli. E tre palazzi privati: Palazzo Serra di Cassano, in via Monte di Dio, Palazzo DonnAnna, Palazzo Firrao, in via Costantinopoli. Chi dovrebbe dare lesempio non rispetta le regole. A Palazzo Serra di Cassano, per esempio sono stati creati volumi in più sul terrazzo di un immobile dove vive un magistrato». Bagnoli: è possibile realizzare un sito di smaltimento per i rifiuti? «A Bagnoli si va avanti a spizzichi e bocconi. Ci sono progetti validissimi e mai realizzati e ora si cambia di nuovo rotta. La mia paura è che si sprechi una grande occasione di restauro di una preziosa zona post industriale».