Parlano lautrice della ristrutturazione e il presidente della Fondazione Bds Puglisi Larchitetto: "una sfida con un luogo sfregiato" Il primo appuntamento è il 23 con una mostra su Falcone e Borsellino che sarà inaugurata da Napolitano il primo appuntamento è fissato per il 23 maggio quando il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano inaugurerà la mostra fotografica su Falcone e Borsellino, "Non li avete uccisi", curata dallagenzia Ansa. Così Palazzo Branciforte inizierà la sua nuova vita voluta sette anni fa dalla Fondazione Banco di Sicilia. Gianni Puglisi, presidente della Fondazione, che in quel cruciale 2005 ottenne dal cda presieduto da Salvatore Butera il mandato a sondare la possibilità dellacquisto, ne sostiene la necessità, racconta dei tre anni di lavori, del significato emotivo del soffitto della biblioteca affrescato da Ignazio Moncada di Paternò, erede dei proprietari delledificio, della fruizione nuovamente possibile di un luogo che da museo di se stesso sa adesso contenere, ospitare, produrre. Dice Puglisi: «In programma abbiamo già il convegno del centenario delle Fondazioni bancarie, il 7 e l8 giugno, che sarà aperto da Mario Monti e ospiterà molti altri nomi di riguardo. Il 28 e 29 giugno invece sarà la volta del convegno che vedrà ospiti referenti degli Emirati Arabi, e che verterà sui temi del Mediterraneo. E in vista dellestate stiamo pensando ad una serie di appuntamenti con la musica nel nuovo auditorium». Il ventennale delle celebrazioni in memoria di Falcone e Borsellino sarà anche loccasione per presentare un piccolo anticipo del catalogo dedicato a Palazzo Branciforte: edito da Sellerio, il volume conterrà testi e immagini dedicate a questo luogo speciale, riproponendo anche un testo di Rosario La Duca e alcune fotografie di Enzo Sellerio (che qui allestì la sua ultima mostra nel 2007), oltre ad una antica incisione che mostra una parte ormai persa del palazzo, i due leoni rampanti che ornavano lingresso del piano terra. Della sfida e delle possibilità contenute in un lavoro di recupero e restauro così complesso parla Gae Aulenti, che dallo schermo che rimanda la sua immagine nella conferenza stampa dice: «Palazzo Branciforte era uno dei peggiori scempi mai visti. La quantità di interventi sbagliati, di aggiunte e sottrazioni ingiustificate ne ha falsato la struttura originaria. Ma si è andati oltre il restauro, perché si è anche scelto di affiancarlo a nuove opere contemporanee, come ad esempio è accaduto per il loggiato, senza false ricostruzioni. Una delle sue particolarità davvero uniche, era di contenere al suo interno una strada. I lavori qui condotti hanno permesso di liberarla dalle strutture che erano state aggiunte, un primo passo essenziale». Larchitetto parla di sfida: «Ogni luogo, ogni museo, ha delle sue peculiarità che vanno tenute in considerazione: contesto, storia, modalità, possibilità. È dalle riflessioni su questi temi che nasce di volta in volta un progetto differente. E ancora prima che la disponibilità economica, occorre la disponibilità alla sfida intellettuale, ma su questo punto non ho avuto alcuna difficoltà confrontandomi con Gianni Puglisi». Gae Aulenti ha curato ogni dettaglio, compiendo un lavoro totale: restauri, nuove parti, ma anche arredi. Dalle poltroncine rosse della sala convegni alle teche per lesposizione del percorso archeologico - la cui cura scientifica è affidata a Francesca Spatafora e Giuliano Volpe - e ancora i mobili e il ristorante, gli spazi comuni e le modalità di fruizione delle opere. Mettendo in pratica quella che larchitetto definisce «lattitudine a comporre», quasi che di partitura musicale si stia parlando. Sfilano anche le cifre - davvero impegnative - che riguardano questa complessa operazione: 6 milioni di euro per lacquisto, 17 milioni di euro per il restauro, 4 milioni per gli arredi, 512 mila euro per il recupero della struttura lignea del Monte di Pietà - negli anni Palazzo Branciforte fu anche questo - adesso suggestivo intreccio aereo di assi di legno che compongono una architettura piranesiana, dove lartista Christian Boltanski un decennio fa allestì una delle sue installazioni più suggestive. Perché la tradizione, come spiega Gae Aulenti, è una storia che si conquista giorno per giorno.