Si indaga allestero (anche in Usa e in Inghilterra) per dare un volto agli acquirenti Qualcosa da mostrare agli amici, pagando in denaro sonante a chi è disposto a svendere il patrimonio culturale di una nazione. Contattava via mail dal paese del Sol Levante i suoi referenti, luomo che ha dirottato su una delle isole giapponesi una consistente parte della biblioteca dei Girolamini, vanto di Napoli spogliato dai ladri. A Tokyo e a New York e Londra i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio di varie città italiane sono arrivati attraverso rogatorie internazionali della Procura di Napoli. Così, a Verona, Villafranca di Verona (di dove è originario il direttore della Biblioteca dei Filippini, Marino Massimo De Caro) e Torino, in alcuni depositi dove attendevano di essere venduti in giro per il mondo, i carabinieri hanno recuperato 1000 volumi, 240 dei quali antichi, sottratti in periodi diversi al complesso di via Duomo, per un valore stimato in 2 milioni di euro. Li hanno riconosciuti dalla Madonna stampigliata sul frontespizio. Così le accuse diventano più pesanti per il direttore De Caro e per altre tre persone: associazione per delinquere finalizzata al peculato e alla sottrazione con soppressione di documenti (i libri). Millecinquecento volumi spariti, una collezione di testi conservata dallordine di San Filippo Neri, nel complesso di via Duomo poco accessibile al pubblico ma molto ai camion che nottetempo portavano via carichi di preziose pagine antiche. Prima era arrivata la denuncia di un gruppo di studiosi, tra i quali Francesco Caglioti, storico dellarte, uno dei migliori cervelli in fuga da Napoli, che da una stanza dospedale, pur infortunato, aveva allertato le forze dellordine sulle sparizioni di libri e antichità. Lo storico dellarte Tomaso Montanari della Federico II aveva suonato la sirena sulle pagine del "Foglio", coinvolgendo intellettuali da tuttItalia nella firma di una petizione per lallontanamento di De Caro dalla biblioteca. Fin troppo tempestiva era arrivata la replica del direttore, pronto a ribaltare la denuncia gridando a sua volta alla scomparsa di centinaia di volumi e invocando un "Porte aperte" riparatorio che avrebbe mostrato a tutti i napoletani il monumento intatto nel suo splendore. Tanto chi si sarebbe accorto degli scaffali vuoti? Ma la Procura e il procuratore aggiunto Gianni Melillo hanno creduto agli studiosi: il 18 aprile i carabinieri hanno apposto i sigilli al monumento ed esaminato filmati delle telecamere. De Caro si è autosospeso e il ministro Ornaghi gli ha tolto la carica di consigliere, ma è ancora a capo della struttura. Ieri una nuova svolta, data dalle ricostruzioni chieste allInterpol dai pm Michele Fini e Antonella Serio coordinati da Melillo. Una casa dasta di Monaco di Baviera aveva già inserito nellultimo catalogo i testi napoletani e oltreoceano e in Giappone i collezionisti attendevano di poter mettere le mani sulle rarità bibliografiche che da Napoli avevano già preso il volo. (stella cervasio)
NAPOLI - Girolamini, il mandante in Giappone. Trovati e sequestrati in Veneto 240 libri antichi spariti dalla biblioteca
I carabinieri hanno recuperato 1000 volumi di libri da un complesso di via Duomo a Napoli, tra cui 240 antichi, sottratti in periodi diversi. I libri erano stati rubati da un direttore della Biblioteca dei Filippini, Marino Massimo De Caro, e altre tre persone. La Procura di Napoli ha indagato e ha trovato prove della sottrazione con soppressione di documenti. De Caro si è autosospeso, ma il ministro Ornaghi gli ha tolto la carica di consigliere. L'Interpol ha ricevuto richieste di ricostruzioni per identificare i collezionisti che hanno acquistato i libri rubati. I libri erano parte di una collezione di testi conservata dall'ordine di San Filippo Neri.
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