La Fabbrica del Duomo lancia un sos per proteggere il monumento dal degrado I benefattori avranno il loro nome sul marmo 135 Le guglie della Cattedrale. Sono aggredite dall'inquinamento e dagli sbalzi di temperatura: in alto ci sono bolle di calore che possono sfiorare i 70 gradi, e durante l'inverno si toccano spesso i meno 19. Sei sono seriamente compromesse, se non agiamo subito rischiano il crollo (B. Mörlin Visconti) 15 I milioni di euro che mancano alle casse della Veneranda Fabbrica da quando, nel 2010, sono stati tagliati i cinque milioni annui di contributo pubblico che prevedeva una legge dello Stato. Ora la situazione è critica Oggi non hanno un nome, si identificano attraverso un numero: guglia quattro, guglia ventinove, guglia centodue. In un futuro molto vicino potrebbero averlo, scolpito nel marmo. Lo sogna, lo spera, se lo augura la Veneranda Fabbrica del Duomo, l'ente preposto alla manutenzione e al restauro del monumento. Il Duomo di guglie ne ha ben 135. Da salvare. Per riuscirci la Veneranda Fabbrica chiede aiuto alla città intera e propone le guglie in adozione. Chi accetta e si fa carico del restauro, lega il suo nome all'elemento architettonico che contraddistingue la chiesa. Il lancio ufficiale della sensazionale operazione «Adotta una guglia», che anticipiamo in questa pagina, è previsto per il 19 giugno. Milano come Pompei. Sembra un'eresia. Non lo è: il Duomo è in pericolo come le domus dell'antica città vesuviana. Non rischia il crollo, questo no, ma il suo meraviglioso marmo di Candoglia si sta sbriciolando. Tutta colpa dell'inquinamento: la Cattedrale, come la città, risente degli attacchi di un micidiale aerosol acido. E anche delle escursioni termiche: lassù fra le guglie ci sono picchi di meno venti in inverno e più settanta in estate che incidono pesantemente sulla struttura cristallina del marmo, disgregandola. La chiesa simbolo di Milano, insomma, è un malato grave. Quando piove l'acqua filtra nelle navate, le crepe avanzano senza pietà, vengono rimosse le statue perché perdono pezzi. «Non finite mai, sempre a pulirlo», ironizzano cittadini e turisti con gli operai del cantiere che tutte le mattine prendono il montacarichi per il «campo base», allestito sull'ultima terrazza prima della guglia maggiore, quella della Madonnina. «Non si tratta di pulizie, ma di manutenzione per la sopravvivenza», chiarisce Benigno Mörlin Visconti, direttore dei lavori della Veneranda, che ogni tre mesi monitora la situazione fotografando pezzo per pezzo. Sono soprattutto le guglie, ovvero gli elementi più fragili, a preoccuparlo. Le foto scattate all'inizio di maggio parlano chiaro: degrado dei gugliotti, lesioni alle cuspidi, ossidazione delle zanche metalliche di sostegno. «Sei sono seriamente compromesse, se non agiamo subito rischiano il crollo. Per le altre abbiamo un margine di tempo più ampio, ma si tratta ugualmente di interventi urgenti», spiega preoccupato. E aggiunge sottovoce: «Ne abbiamo smontata una, se avessimo l'energia con un ponteggio aereo potremmo ricollocarla». Energia è un eufemismo: non ci sono i soldi. Dal 2010 mancano i cinque milioni di euro l'anno che una legge statale attribuiva alla Veneranda per la manutenzione della cattedrale. I conti sono presto fatti: è il terzo anno senza entrate, meno quindici milioni di euro. Il solo cantiere costa sei milioni l'anno. «Bisogna agire tempestivamente, per la sicurezza del monumento e l'incolumità dei visitatori», dice il presidente della Veneranda, Angelo Caloia. Poi ammette: «Da noi soli non possiamo farcela». Il Duomo è stato costruito grazie alla generosità di grandi famiglie e illustri mecenati. Oggi c'è ancora bisogno di loro. Da qui l'idea dell'adozione delle guglie. Il contributo minimo richiesto è centomila euro. «Ci rivolgiamo alle grandi famiglie, alle grandi aziende, alle associazioni di categoria, alle corporazioni. Offriamo ai donatori l'opportunità di associare la propria storia e identità al più importante simbolo della città, conosciuto in tutto il mondo». Una targa posta sotto ogni guglia e un pannello luminoso con i nomi dei benefattori saranno sotto gli occhi dei 5 milioni di visitatori annui. E non è tutto. I donatori godranno di privilegi: visite esclusive e incontri speciali sulle terrazze, posti riservati per gli eventi di VivilDuomo, inviti in anteprima alle esposizioni. Per informazioni, telefonare allo 02.72.02.2656.