Certo che molti volumi sono finiti in Giappone e negli States Si indaga su antiquari e vendite all'estero Interrogazione Barbato come Montanari chiede a Ornaghi la revoca dell'incarico di conservatore a padre Marsano NAPOLI Per adesso ne hanno trovati 240, si spera di recuperarne anche altri. A poche settimane dal sequestro della biblioteca dei Girolamini e a pochi giorni dal sopralluogo del procuratore aggiunto Giovanni Melillo con la task force creata dal ministro Ornaghi, arriva una prima svolta nell'inchiesta sul furto dei libri. Da un deposito in provincia di Verona sono saltati fuori un migliaio di libri antichi, contenuti in alcuni scatoloni di cartone: 240 provengono con certezza dalla biblioteca dei Girolamini, come si evince dai timbri; sugli altri sono in corso accertamenti. Proprio in provincia di Verona vive Marino Massimo De Caro, il contestatissimo direttore della biblioteca che è indagato per peculato e che migliaia di intellettuali e docenti italiani vorrebbero vedere rimosso dall'incarico; per questo hanno avviato una raccolta di firme. Grazie ad alcuni documenti sequestrati, i carabinieri del nucleo tutela dei Beni culturali hanno accertato che molti testi trafugati dalla biblioteca sono già stati venduti anche all'estero, in particolare negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Giappone. I nomi di alcuni degli acquirenti sono stati trovati e si avvierà la procedura per recuperarli. I pm Michele Fini e Antonella Serio si stanno ora concentrando sul materiale sequestrato e sulle banche dati di alcune librerie antiquarie, perché c'è il forte sospetto che altri volumi si trovino nei loro cataloghi. particolare attenzione viene dedicata anche a padre Sandro Marsano, il conservatore della biblioteca che è in stretti rapporti con De Caro e fino al sequestro disposto dai pm aveva un ruolo di primo piano nella gestione della struttura. Nella vicenda Girolamini c'è da registrare anche un'interrogazione parlamentare del deputato di Idv Francesco Barbato; prima della sua autosospensione, decisa quando ha saputo di essere indagato, Barbato aveva chiesto al ministro Ornaghi «se non ritenga indispensabile revocare immediatamente la ratifica ministeriale alla nomina di padre Sandro Marsano quale conservatore del monumento nazionale dei Girolamini, da cui dipende la nomina del direttore della biblioteca, e mostrare ai vertici romani della Congregazione dell'Oratorio che è nell'interesse dell'ordine, oltre che in quello dello Stato, nominare immediatamente un commissario straordinario nella persona del più qualificato bibliotecario in forza al Mibac (come proposto dal professor Tomaso Montanari sul Corriere del Mezzogiorno del 21 aprile scorso)». Il parlamentare ha inoltre chiesto «quali iniziative intende intraprendere il ministro per la biblioteca dei Girolamini nel contesto del complesso monumentale dei Girolamini, attivando anche le procedure per l'inserimento dell'intero complesso nel Patrimonio Mondiale dell'Unesco».