GROSSETO L'azienda leader in Italia nel settore delle infrastrutture per le telecomunicazioni, gruppo Mediaset, voleva realizzare un ripetitore al Poggetto di Roselle. Al Comune di Grosseto però non sono quadrati i conti nella gestione dei lavori e dal Tar ha ottenuto prima il blocco dei cantieri, poi la definitiva demolizione di quanto realizzato, oltre al risarcimento delle spese legali. La vicenda nasce nel dicembre del 2006 quando la allora Etruria Tower, oggi Towertel, ottiene dalla prima giunta Bonifazi, insediatasi da pochi mesi, il permesso di costruire una struttura per "la ripetizione radiotelevisiva di segnali" come si definisce in gergo tecnico. Materialmente si tratta di due tralicci di 30 metri, con tanto di parabole e ricevitori, poggiati su basamenti in cemento e affiancati da cinque box per gli apparati elettronici. L'area è soggetta a vincolo paesaggistico e archeologico ma anche la Soprintendenza concede il nulla osta. A luglio la società comunica all'amministrazione comunale l'inizio dei lavori ma, dopo nemmeno tre mesi, un sopralluogo della Municipale accerta che gli scavi per l'installazione dei due tralicci «risultavano traslati rispetto al progetto assentito». In pratica erano stati collocati a una decina di metri dalla posizione pattuita con la possibile conseguenza di una migliore ricezione del segnale a scapito degli altri ripetitori. Etruria Tower però, invece di tornare sui propri passi, decide di presentare in Comune un'istanza di sanatoria edilizia e di accertamento di compatibilità paesaggistica, sostenendo di fatto che i tralicci, anche in quella collocazione, sarebbero stati a norma di legge. L'amministrazione ordina la sospensione dei lavori «in attesa di un nuovo ineluttabile parere della Soprintendenza», spiega l'avvocato Giovanni Gori, legale del Municipio. Da Siena però il secondo accertamento di compatibilità paesaggistica non arriva nei tempi tassativi. «Nelle aree sottoposte a vincolo aggiunge Gori i lavori devono iniziare nel giro di un anno dal permesso e concludersi entro tre anni». Scaduti i termini, il Comune ordina l'interruzione definitiva del cantiere e l'eliminazione degli abusi (scavo di sbancamento, conglomerato di cemento e predisposizione dei plinti di fondazione), inoltre viene disposto il sequestro dell'area. Dopo il tentativo di forzatura, Etruria Tower presenta ricorso d'urgenza al Tar per evitare la decadenza dell'autorizzazione e la demolizione di quanto realizzato. L'atteggiamento diventa più accondiscendente e la società dichiara di voler eseguire i lavori come stabilito inizialmente. Etruria Tower subisce una prima sconfitta al Tar, che respinge in toto le richieste, ma si rifà in parte in appello al Consiglio di Stato che conferma quanto stabilito in primo grado ma sospende la demolizione. Due mesi fa il Tar emette un nuovo giudizio, stavolta nel merito, respingendo il ricorso e condannando il colosso a pagare 3mila euro di spese processuali. «Stiamo valutando se ricorrere nuovamente al Consiglio di Stato dicono gli avvocati della società, Ivan Marrone di Firenze e Alessandra Clerici di Milano del resto già una volta ci ha dato ragione». Etruria Tower, con sede a Prato, era un'appendice della Towertel spa, controllata dalla brianzola Dmt Group. L'anno scorso Dmt si è fusa con Elettronica Industriale, il cui pacchetto azionario è in mano a Mediaset, dando vita a Ei Towers. Un'operazione che dovette accettare i paletti imposti dall'Antitrust per scongiurare trattamenti di favore alle televisioni di Berlusconi. Oggi Ei Towers gestisce circa 1500 infrastrutture che servono oltre 400 clienti tra gruppi televisivi, radiofonici e di telefonia mobile. Se il ricorso non dovesse essere presentato o nuovamente respinto, il Biscione dovrà asportare a proprie spese le radici piantate in Maremma. Lorenzo Santorelli
GROSSETO - Il Tar ordina di demolire il ripetitore tv di Roselle
Il gruppo Mediaset, leader in Italia nel settore delle infrastrutture per le telecomunicazioni, voleva realizzare un ripetitore al Poggetto di Roselle. Tuttavia, il Comune di Grosseto non ha trovato i conti nella gestione dei lavori e il Tar ha bloccato i cantieri. La società Etruria Tower, che aveva ottenuto il permesso di costruire la struttura, ha presentato ricorso d'urgenza al Tar per evitare la demolizione di quanto realizzato. Il Tar ha respinto il ricorso, ma il Consiglio di Stato ha confermato la decisione, sospendendo la demolizione. Tuttavia, il Tar ha condannato Etruria Tower a pagare 3mila euro di spese processuali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo