Il libro con la lettera del 1493 di Cristoforo Colombo coprirebbe una tangente Antichi libri di immenso valore, la meravigliosa biblioteca napoletana dei Girolamini, petrolio venezuelano, 'ndrangheta, magnati russi, energie rinnovabili, grandi affari e buongoverno (almeno nelle dichiarazioni). E uno strano intreccio quello che emerge dalle indagini sui 400 mila euro versati nella primavera del 2009 dal "professor" Marino Massimo De Caro, bibliofilo e uomo daffari, sul conto acceso dal senatore Pdl Marcello DellUtri presso il Credito Cooperativo Fiorentino di Campi Bisenzio, la banca che è stata per venti anni il piccolo gioiello dellonorevole Denis Verdini, coordinatore azzurro. Secondo i pm Giuseppina Mione e Luca Turco e i carabinieri del Ros, quei 400 mila euro provenienti da un conto cipriota sono una tangente: e precisamente il compenso da parte della Avelar Energia (società del gruppo Renova degli oligarchi russi Viktor Vekselberg e Igor Akhmerov) per i servigi resi dal senatore DellUtri nel favorire il progetto per realizzare a Gela "il più grande impianto fotovoltaico dEuropa". Per tale ragione DellUtri e De Caro, che dal 2007 al 2010 è stato vicepresidente della Avelar, sono indagati per corruzione. Accusa senza dubbio oltraggiosa per loro, visto che sono impegnati nella associazione «Il Buongoverno», fondata il 26 marzo scorso a Milano, che raccoglie leredità degli omonimi circoli fondati dal senatore DellUtri in tutta Italia. Della nuova associazione DellUtri è presidente onorario e il "professor" De Caro è segretario organizzativo nazionale. Professore fra virgolette perché sembra che non abbia mai conseguito la laurea, almeno in Italia, e che non abbia mai insegnato in atenei italiani. Al contrario, il suo sodalizio con DellUtri sembra autentico e ben radicato, come risulta da uninchiesta della procura di Reggio Calabria sul clan Piromalli e sul faccendiere Aldo Miccichè, che nel 2007-2008, dal Sud America, lavora con DellUtri per condurre in porto un grosso acquisto di greggio venezuelano da cedere poi a Gazprom, il gigante energetico russo controllato dallentourage di Vladimir Putin. Alle trattative partecipa De Caro. «Massimo è un ragazzo in gamba», sentenzia Miccichè. «Trovare persone valide è il mio mestiere», si pavoneggia DellUtri. Tanto in gamba è De Caro che - nonostante uninchiesta per ricettazione di un raro volume del 1499, la Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna (inchiesta peraltro archiviata nel 2009) - il 15 aprile 2011 è stato chiamato a collaborare con il Ministero dei beni culturali e ambientali dal ministro Giancarlo Galan (governo Berlusconi) e il 15 dicembre confermato nellincarico dal ministro Lorenzo Ornaghi (governo Monti). Nominato direttore della meravigliosa biblioteca napoletana dei Girolamini, che fu frequentata da Giambattista Vico, sostiene di averla trovata in grave stato di abbandono e di aver cominciato a riordinarla. Ma a fine marzo il docente di storia dellarte Tomaso Montanari lha visitata, trovandola in condizioni disastrose, e si è fatto promotore di un appello al ministro Ornaghi firmato da centinaia di studiosi per allontanare De Caro dalla biblioteca. Dalla quale il "professore" è ora sospettato di aver fatto sparire centinaia di preziosi libri e documenti, ragion per cui la procura di Napoli lo indaga per peculato e ha sequestrato la biblioteca. Dal 17 aprile De Caro si è autosospeso. La caccia ai volumi scomparsi è in pieno svolgimento. Oltre che un business, la passione di De Caro per i libri antichi, condivisa con il senatore DellUtri, noto bibliofilo, potrebbe anche essere uno schermo per altri generi di affari. E ciò che sospetta la procura di Firenze. De Caro ha giustificato il versamento dei 400 mila euro a DellUtri come una parte del pagamento per lacquisto di un libro rarissimo che riporta «la lettera del 1493 di Cristoforo Colombo alla regina Isabella dAragona» (De Caro la chiama così ma la regina si chiamava Isabella di Castiglia). Gli inquirenti non gli credono. Per loro la presunta compravendita del prezioso libro è stata solo la copertura di una sostanziosa tangente.